A Brescia mille
positivi: in corsia
150 nuovi sanitari

Una delle nuove postazioni di terapia intensiva ricavate alla Poliambulanza SERVIZIO FOTOLIVE/Filippo Venezia
Una delle nuove postazioni di terapia intensiva ricavate alla Poliambulanza SERVIZIO FOTOLIVE/Filippo Venezia
26.03.2020

Giuseppe Spatola I contagi bresciani sono arrivati a superare la quota di 6 mila nel territorio dell'Ats di Brescia ma la loro crescita rallenta in modo deciso. Martedì sono stati rilevati 278 positivi contro i 417 di lunedì. I morti totali sono 921, 69 in più rispetto a ieri, ma anche in questo caso la loro crescita è in calo. A Brescia città i contagiati positivi sono 1009 e i morti 156. In Vallecamonica i positivi salgono a 551 con uno scarto di 44 rispetto a martedì mentre i morti sono saliti a 44, sei in più dall’inizio della settimana. Come dire che in tutta la provincia i contagiati totali sono 6558 mentre sul territorio si piangono 965 persone decedute dall’inizio della pandemia. Nessun nuovo positivo a Orzinuovi fermo a 165 ma una croce in più che porta i decessi a 35 totali. «I numeri sull'emergenza Coronavirus in Lombardia, che sembrano disegnare una traiettoria in calo nei contagi ci devono portare a intensificare i nostri sforzi». A dirlo l'assessore alla Sanità, Giulio Gallera, nel consueto punto stampa sull'emergenza. «Abbiamo un motivo in più per restare a casa. Aggrappandoci su questi risultati, dobbiamo assolutamente continuare su questa strada», ha aggiunto Gallera. Intanto da Milano è arrivata la conferma che circa il 20 per cento - 150 su 700 - dei nuovi operatori sanitari selezionati dalla Lombardia con un bando lanciato per supplire alla necessità di personale per fronteggiare il Coronavirus sono stati inviati nel Bresciano. «Più del 20 per cento, 150 su circa 700, del personale che abbiamo recuperato sono andati sul territorio bresciano per sostenere gli ospedali - ha confermato Simona Tironi, vice presidente della commissione sanità -. Non ci vogliamo fermare qui». Sanità in evoluzione, con la Poliambulanza che ha inaugurato i nuovi posti in terapia intensiva. Tutto mentre si parla di «crash delle bombole a ossigeno». «Le farmacie lamentano scarsezza di risorse - ha spiegato l'assessore al bilancio Davide Caparini -. Non è la scarsezza di ossigeno, ma reperire le bombole che una volta usate devono essere sanificate con tempi più lunghi di quelli dell'emergenza». La Regione Lombardia ha deciso che tutti i pazienti dal raffreddore in su saranno considerati potenzialmente positivi e verranno sorvegliati dai medici generici attraverso la telemedicina e i contatti telefonici. I pazienti saranno individuati e seguiti solo in una logica di verifica del loro stato di salute. «IL PROBLEMA OGGI non è a chi fare o non fare il tampone perché è evidente a tutti che il numero di persone che possono avere il Coronavirus è particolarmente alto», hanno chiuso ogni polemica in Regione con Gallera che ha rimarcato come «fare i tamponi ha senso solo in fase sintomatica». Tutto mentre il numero dei morti resta davvero altissimo: nelle ultime 24 ore in Lombardia sono morte 296 persone risultate positive al Coronavirus. Il dato è comunque notevolmente inferiore rispetto a quello del giorno precedente, quando erano stati 402 ma ogni croce piantata a terra in queste settimane è un monito a seguire le indicazioni del Governo e della Regione a restare a casa e togliere «terreno» al Coronavirus. • Giuseppe.spatola@bresciaoggi.it