A Brescia 9 mesi
di Covid e si
continua a morire: ci sono altre dieci vittime

Paola Buizza25.11.2020

«C'è un bresciano positivo, è un 51enne di Pontevico». Con questo titolo apriva nove mesi fa l'edizione di Bresciaoggi. Dopo giorni e giorni di notizie incontrollate, la prima certezza. Era il 25 febbraio e il virus, arrivato anche in provincia di Brescia, iniziava la sua inesorabile corsa. «Il Civile ha cinquanta posti agli infettivi e non ci sono reparti tanto capienti nelle province vicine» si leggeva nell'articolo, ipotizzando ulteriori imminenti – e consistenti - ricoveri. Chi poteva immaginare ci saremmo ritrovati a novembre con oltre 32mila persone contagiate e 2.876 vittime. In città e nei paesi non si trovavano mascherine, guanti, gel igienizzanti. Nei supermercati scaffali vuoti e carrelli pieni di cibo: la psicosi ebbe inizio. Abbiamo saltato a «piè pari» la primavera, confinati nelle nostre case, vissuto un’estate a metà e ci siamo ritrovati in autunno osservando il mondo «attraverso» una mascherina, misurando distanze e contando i giorni. Manca un mese a Natale e, forse, non aspettiamo altro che questo anno finisca. Anche se non basta girare la pagina del calendario per fare scomparire Sars-Cov-2. Vederlo regredire sarebbe già qualcosa. SE LA CURVA dei contagi sembra mantenersi stabile, anzi in leggera flessione nella nostra provincia, le morti non arretrano: ieri altre dieci vittime. Avevano tra i 76 e gli 89 anni, due risiedevano a Roè Volciano le altre a Brescia, Capriolo, Lumezzane, Ospitaletto, Provaglio d’Iseo, Salò, Toscolano e Vallio Terme. Nel bollettino diffuso da Ats Brescia risalta però anche il numero delle persone guarite che sono state 407 in più rispetto al giorno precedente; 2.279 i tamponi eseguiti che hanno rilevato 216 nuovi positivi e 240 bresciani ancora contagiati all’esame di controllo. In totale sono 19.430 i guariti da febbraio a oggi ai quali vanno aggiunti 2.147 camuni (+16 i guariti segnalati ieri da Ats Montagna). I Comuni che ieri hanno avuto il maggior numero di nuovi contagi sono Brescia (+33), Desenzano (+10) e Mazzano (+8). SE C’È UN DATO da rilevare con un sospiro di sollievo, è quello relativo ai ricoveri in terapia intensiva che non solo ieri sono diminuiti a livello nazionale, ma anche regionale. In Lombardia sono stati 13 in meno rispetto a lunedì, quando erano calati di tre, per un totale regionale di 932. Bene anche il bilancio dei guariti/dimessi che cresce di 5.858 mentre salgono purtroppo i decessi: 186 quelli registrati ieri sul territorio regionale (853 in Italia) per un totale di 20.850 vittime dall’inizio della pandemia. Oltre trentamila i tamponi eseguiti in Lombardia, per la precisione 31.033: hanno individuato 4.886 nuovi positivi al Coronavirus con un rapporto tamponi/casi pari al 15,7%. Il bollettino sulla situazione epidemiologica regionale diffuso da Palazzo Lombardia, sebbene abbia rilevato un calo dei ricoveri in terapia intensiva, conta però un aumento dei ricoveri negli altri reparti (29) per un totale di 8.360 persone. La provincia di Milano resta quella più colpita dal contagio, con 1.442 positivi al Covid, di cui 633 a Milano città. Seguono quelle di Varese con 1.011 casi e Monza e Brianza con 496. Nelle altre province lombarde i casi sono a Como +428, Mantova +379; Pavia +239; Brescia +226; Bergamo +128; Lecco +115. Numeri a due cifre nelle province di Cremona +90, Lodi +78 e Sondrio +67. • © RIPRODUZIONE RISERVATA