«A 8 anni
violentata
da mio fratello»

In tribunale il processo per la presunta violenza sessuale a una bimba
In tribunale il processo per la presunta violenza sessuale a una bimba
Mario Pari16.09.2020

La deposizione è durata circa tre ore. I fatti, gravissimi, sulla base di quanto ribadito ieri in un’aula di tribunale, si sarebbero protratti per anni. HA CIRCA 20 ANNI, è pakistana e la sua esistenza è segnata da quanto ha riferito d’aver subito per anni dall’età di otto anni. I fatti sarebbero successi in provincia di Brescia e sono stati denunciati nel 2018 quando si stava profilando un matrimonio combinato. Nei guai con la giustizia sono finiti il padre, per maltrattamenti, e il fratello della giovane, accusato di violenza sessuale e con due procedimenti a carico, uno al tribunale e l’altro al tribunale dei minori. Questo a seconda dell’età che aveva nel periodo in cui è accusato d’essere responsabile di violenza. In quanto al padre, ha scelto d’essere processato con il rito abbreviato. Tutto, quindi nella ricostruzione accusatoria e sulla base di quanto riferito dalla parte civile, sarebbe iniziato quando lei aveva otto anni. Il fratello, di qualche anno più grande, avrebbe abusato sessualmente di lei dopo averle mostrato dei cartoni animati a contenuto sessuale. «Lo fanno nei cartoni animati, possiamo farlo anche noi», queste le parole che avrebbe usato per convincere la sorellina. Una situazione pesantissima, quindi quella che emerge dalle parole della parte civile. La svolta, in terza media, quando, dopo un corso d’educazione sessuale avrebbe compreso quanto fosse sbagliato ciò che era accaduto. Nell’esistenza della giovane ricopre quindi un ruolo fondamentale la Casa delle donne di Brescia, a cui si è rivolta in seguito. Grazie ad essa è stata sottoposta a un programma di protezione passaggio che evidentemente ha ricoperto una notevole importanza. Non solo. È riuscita anche a vivere all’occidentale, aspirazione che non riusciva a tradurre in realtà in famiglia. Ma, sempre nella fase in cui è stata seguita dalla Casa delle donne di Brescia, si è diplomata e ora frequenta l’università in una zona che per evidenti motivi viene mantenuta segreta. IL PROCESSO in cui ieri la parte civile è stata escussa, evidentemente è in corso e altre deposizioni, altri approfondimenti sono previsti. La situazione è del resto molto complessa e ancor più delicata. L’accusa è rappresentata dal pm Antonio Bassolino, mentre gli avvocati Silvia Laffranchi e Mariaclara Malcisi difendono il giovane imputato. Molto importante è stata quindi l’udienza di ieri, ma non meno lo sarà la prossima, fissata per il 3 novembre prossimo. Quel giorno sono previste altre deposizioni e il tribunale, presieduto da Roberto Spanò, potrà avere altri elementi per far luce su quanto avvenuto in un comune della provincia negli anni passati. Ora è arrivata in un’aula di tribunale dove ieri è stato ribadito per ore l’orrore subito. • © RIPRODUZIONE RISERVATA