«Boschi, così l’uomo farà più danni della tempesta»

Gli alberi ad alto fusto già abbattuti dai lavori di messa in sicurezza promossi sull’elettrodotto da  Terna La pista da sci  della Val Palot che sarà presto allargata
Gli alberi ad alto fusto già abbattuti dai lavori di messa in sicurezza promossi sull’elettrodotto da Terna La pista da sci della Val Palot che sarà presto allargata
Cinzia Reboni 20.10.2019

Nei boschi sebino-camuni il business sta facendo più danno di una calamità naturale. Lo sostiene con il supporto di un dossier fotografico-documentale Legambiente che lancia un allarme. «La tempesta Vaia, in confronto, non è niente. Quello che sta accadendo in Val Palot è una vera e propria devastazione per mano dell’uomo»: è l’accusa del Circolo Legambiente Basso Sebino, che punta il dito contro due interventi che comporteranno l’abbattimento di oltre 2.500 piante. «Incendi e calamità naturali mettono a dura prova il patrimonio boschivo del pianeta, minacciato dai cambiamenti climatici. Anche le nostre aree montane purtroppo sono soggette a questi mutamenti - spiega il presidente del circolo, Dario Balotta -. Ne abbiamo avuto una dannosa dimostrazione quando la tempesta Vaia nell’ottobre dello scorso anno ha spazzato via in Val Palot, in località Alpi sopra Pisogne, circa 2.200 alberi in una sola notte». Le aree verdi «sono state per molto tempo sottovalutate, mal protette e spesso minacciate dall’uomo. La biodiversità forestale delle aree boschive e la loro funzione di polmone che fornisce ossigeno per abbattere le emissioni di Co2 prodotte dall’uomo è minacciata», ammonisce Balotta. Ma «l’emergenza climatica, entrata persino nel programma di Governo, è rimasta fuori dalla porta in Val Palot, dove è in corso un piano di abbattimento di 1.800 alberi voluto da Terna, e autorizzato dalla Comunità Montana. Dopo la tempesta Vaia, con un eccesso di precauzione fuori luogo, Terna, la rete elettrica nazionale che gestisce le reti per la trasmissione dell’energia elettrica, ha deciso di tagliare tutti gli alberi nei 3 chilometri di rete che salendo dalla Valtrompia, passa dal Colle di San Zeno, e scende verso Gratacasolo attraversando la Val Palot. Eppure gli standard utilizzati dalla società prevedono solo lo sfoltimento degli alberi, e non il taglio generalizzato e indiscriminato, fino a 40 metri di distanza dalla linea, come sta avvenendo nel territorio di Pisogne». L’«ECCESSO di precauzione» sarebbe motivato dalla necessità di creare un corridoio di sicurezza tra bosco e linea elettrica che trasporta energia dalla Valcamonica alla Valtrompia, passando dalla Val Palot e dal Colle San Zeno, molto più ampio perchè, in caso di caduta alberi, la linea non venga danneggiata. L’intervento, del costo di circa 900 mila euro, è già in corso.Ma non è tutto. «Nell’area in cui sorge il comprensorio sciistico, esattamente dall’altra parte della Vallata, ancor prima dell’accettazione della candidatura italiana per le Olimpiadi invernali, la società privata DFN Sport ha chiesto ed ottenuto dalla Comunità Montana l’autorizzazione per l’abbattimento di 760 alberi, di cui 600 abeti, su un’area di 25.152 metri quadrati. Un’assurdità - conclude Balotta -, che mette in serio pericolo il nostro territorio nel nome del profitto o di un’inutile, quanto discutibile, prevenzione. Bisogna fermare questa devastazione». Sullo sfondo resta la questione legata alla riforestazione: i fondi stanziati dalla Regione sono stati una boccata di ossigeno, ma sarà determinante capire se il nuovo governo darà corso alle promesse del precedente esecutivo finanziando un piano di messa a dimora di piante nelle aree colpite dalle tempeste che si sono susseguite negli ultimi diciotto mesi. •