Bloccato l’affidamento
«coatto». Franz resterà
insieme a Regina

Regina insieme a Franz che ha «adottato» dopo la morte del fratello
Regina insieme a Franz che ha «adottato» dopo la morte del fratello
Cinzia Reboni 01.07.2019

Nessuno separerà Regina da Franz. L’85enne e l’esuberante esemplare di cane da pastore continueranno a farsi compagnia nella cascina di Castel Mella, dove il destino li ha uniti in circostanze tristi. Regina Damiolini, ha adottato il cane del fratello Faustino, morto nell’ottobre dello scorso anno. Franz rischiava però di essere strappato alla sua nuova padrona per effetto di un’ordinanza del Comune, che imponeva di affidare l’animale alla clinica del Cane San Francesco di Brescia. Ma il Tar ha annullato il provvedimento. «Separarci sarebbe stata una crudeltà. Franz ha 9 anni, e nessuno me lo può portare via», spiega Regina. I giudici amministrativi hanno smontato le circostanze che avrebbero spinto il sindaco a firmare l’ordinanza. Tutto è cominciato un anno fa. Come si legge nella sentenza, la cascina è dotata di una corte comune ad alcune abitazioni. L’Amministrazione comunale, nel 2018, in seguito ad un esposto dei vicini, aveva ordinato di custodire l’animale in un luogo chiuso e recintato e, nel caso di frequentazione delle parti comuni, di condurlo al guinzaglio. In seguito alle presunte violazioni dell’anziana, il Comune aveva emesso un’ordinanza «contingibile e urgente» per la tutela della pubblica incolumità, intimando a Regina di provvedere entro cinque giorni a trasferire Franz, a propria cura e spese, alla Clinica del Cane. REGINA PERÒ non si è arresa. Non ha «trasferito» Franz alla Clinica del Cane, né lo ha consegnato quando si sono presentati con tanto di furgone per portarglielo via. «Il mio cane non ha mai fatto del male a nessuno», spiega la Regina, che ha impugnato l’ordinanza attraverso il suo legale Enzo Bosio. La memoria difensiva allegata al ricorso ha sottolineato come «non sussistevano i presupposti normativi per l’adozione del provvedimento, non essendoci alcuna situazione di urgenza o di grave pericolosità per l’incolumità pubblica». L’unico episodio in cui il cane avrebbe morsicato una persona risale al 12 luglio 2016, «ma non è mai stato in alcun modo provato», e inoltre l’animale «non ha mai manifestato aggressività nei confronti di alcuno», come documentato da alcune testimonianze prodotte in giudizio. Inoltre, «la normativa sull’uso del guinzaglio ne prevede l’obbligo solo nei luoghi aperti al pubblico, e non in quelli privati», come appunto è la corte di cui Regina è comproprietaria. Il Tar ha accolto il ricorso, condannando il Comune al pagamento di 1.500 euro per le spese di giudizio. Secondo i giudici «il potere di adottare ordinanze contingibili e urgenti da parte dell’autorità può essere utilizzato in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica, al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana». Non sarebbe dunque questo il caso. Le «prove» contro Franz - secondo il Tar - «sono generiche e non danno conto del reale ed effettivo pericolo per la sanità o l’incolumità pubblica derivante dalla presenza dell’animale nella cascina». Nemmeno il fatto che in più circostanze e con più persone il cane si sarebbe dimostrato aggressivo, e la documentazione fotografica trasmessa dai vicini di casa che ritraggono l’animale in più occasioni libero e senza guinzaglio, sono bastate. Secondo il Tar, infatti, «l’Amministrazione civica ha proceduto sulla base delle ripetute segnalazioni pervenute dai vicini, senza disporre i necessari approfondimenti, anche attraverso l’Ats, per verificare se l’animale sia pericoloso oppure se gli esposti non vadano ascritti ad una situazione di conflittualità tra proprietari confinanti». Insomma, Franz resta a casa. Anche se, per evitare ulteriori problemi, Regina ha deciso di tenerlo al chiuso, e non più libero di scorrazzare nel cortile della sua cascina. •

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