Vighizzolo, la grande
«puzza» scatena
la fuga dalla scuola

La fonte del  tanfo irritante di tre anni fa è rimasta un mistero Il progetto di schermatura di alberi  anti-puzza è ormai tramontato
La fonte del tanfo irritante di tre anni fa è rimasta un mistero Il progetto di schermatura di alberi anti-puzza è ormai tramontato
Valerio Morabito 01.10.2019

In fuga dalle scuole di Vighizzolo. L’ effetto della grande e misteriosa puzza che aleggia sulla frazione di Montichiari sta desertificando l’elementare Papa Giovanni XXIII dove prosegue la costante ed inesorabile flessione di iscritti. Il calo demografico non c’entra. Sono i genitori ad optare per le iscrizioni in altri plessi per sottrarre i propri figli dal tanfo che periodicamente investe le scuole. Il risvolto è emerso dal contenuto del Piano al diritto allo studio illustrato dall'assessore Angela Franzoni nell’ultimo Consiglio comunale. Se nell'anno scolastico 2018-2019 gli iscritti erano stati 127, in quello in corso gli alunni sono diventati 114. Una parabola discendente che emerge in tutta la sua evidenza se si prendono in considerazione anche i dati dell'anno scolastico 2017-2018, dove gli alunni iscritti erano 147. E per la prima volta anche la materna San Giovanni di Vighizzolo ha dovuto fare i conti con una leggera flessione. I piccoli che la frequentano sono 120, mentre l'anno scorso erano 122. A TRE ANNI di distanza dai malori registrati a causa dei miasmi fra gli alunni e le maestre all’elementare «Papa Giovanni XXIII», molte famiglie della frazione di Montichiari continuano a iscrivere i propri figli in altre strutture, lontano dall’epicentro di un fenomeno rimasto in maniera incredibile senza spiegazioni, né responsabili. E per la scuola di Vighizzolo è davvero un peccato, considerando l'impegno degli insegnanti e del personale scolastico del plesso. «L’aspetto più inquietante è che l’origine del fenomeno sia rimasta ignota», spiegano le mamme di Vighizzolo. Oltre al danno c’è anche la beffa: il progetto «green» destinato a proteggere le scuole dall’inquinamento atmosferico delle discariche è tramontato. Il cuscinetto di piante mangia-puzza, per motivi burocratici, non è mai stato allestito. «Le piante occupano spazio e intralcio in caso di emergenza, vanno annaffiate e travasi d'acqua potrebbero costituire fonte di scivolamento, i vasi e le piante potrebbero costituire rifugio per gli insetti», sono alcune delle motivazioni che accompagnarono il parere negativo delle autorità. Ed è un peccato, perché a fare da schermo alle scuole - secondo il progetto messo a punto dal floricoltore di Montichiari Mario Chesini - sarebbero state messe a dimora 7 tipi di piante (raphis, areca, dracene, anthurium e chlorophytum) che avrebbero ridimensionato anche la quantità di ammoniaca nell'aria. Del resto gli studi di Chesini, iniziati nel 2014 su mandato dell'ex sindaco Elena Zanola, avevano portato a delle rilevazioni sull'anidride carbonica. Nell'aula in cui erano state sistemate le piante, i macchinari avevano rilevato un -8220 per centimetri cubi di ioni negativi. In sostanza c'era un'aria simile a quella di montagna. Oggi quel progetto, per la mancanza di lungimiranza (in questo caso non politica), è rimasto sulla carta e nel frattempo gli studenti della scuola di Vighizzolo continuano a diminuire mentre in altre zone di Montichiari sono state costruite scuole all'avanguardia. •

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