Un flash mob di protesta «La discarica è degrado e non un luogo di cultura»

La cava Bernardelli di Ghedi teatro di un concerto e un flash mob
La cava Bernardelli di Ghedi teatro di un concerto e un flash mob
27.09.2019

«Le discariche non possono essere luogo di cultura». Lo sostiene con forza Rifondazione comunista che stasera organizza un flash mob di protesta in occasione dello spettacolo tributo a Domenico Modugno «Uomini in frac» nell’ambito del festival LeXGiornate. La performance di Peppe Servillo e Furio di Castri impreziosita dalla presenza tra gli altri di Fabrizio Bosso avrà come insolita cornice la cava Fenil Novo di Ghedi in procinto di trasformarsi in una discarica osteggiata dalla popolazione e dagli amministratori della Bassa. «Si tratta del secondo spettacolo in un sito di smaltimento rifiuti dopo quello alla Gedit di Calcinato - si legge nella nota di Rifondazione comunista -. Due iniziative promosse dagli industriali del business dei rifiuti nel maldestro tentativo di rendere accettabili attività molto diffuse sul territorio bresciano e fortemente criticate dai cittadini bresciani, preoccupati ed esasperati dalle pesanti ricadute ambientali e sociali che tali attività comportano per la salute delle persone e del territorio. Pratiche che appartengono al passato industrialista della provincia di Brescia fortemente degradata dalla cultura del massimo profitto e del profitto ad ogni costo». RIFONDAZIONE comunista attacca la filosofia alla base dei concerti in discarica. Altro che economia circolare, green economy e riduzione del consumo di suolo. Altro che originalità nella individuazione di nuovi luoghi per fare cultura stimolando riflessioni. Le discariche sono l’emblema di un sistema incivile e distorto di produzione e di consumo, un sistema che aumenta le disuguaglianze e crea gravi problemi ambientali». Il presidio è in programma alle 19 in via Ghedi 10 a Montirone. Il flash mob sarà l’occasione per ribadire la richiesta di «una oratoria immediata di tutte le discariche , come votato all’unanimità dal consiglio provinciale - conclude la nota di Rifondazione comunista -. I cittadini devono mobilitarsi per spingere la politica a congelare le autorizzazioni di escavazione nel futuro piano cave, visti gli ampi margini di capacità estrattiva inutilizzata del vecchio piano scaduto da oltre due anni».

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