Un disastro
ecologico nel
parco dello Strone

La ricognizione delle guardie dello Sva nel parco del fiume StroneLa condotta abusiva scaricava ammoniaca e reflui zootecnici
La ricognizione delle guardie dello Sva nel parco del fiume StroneLa condotta abusiva scaricava ammoniaca e reflui zootecnici
Simona Duci14.07.2020

Da settimane una densa e maleodorante schiuma biancastra stava soffocando lo Strone, il corso d’acqua che scorre nell’omonimo parco comprensoriale incastonato tra San Paolo, Verolanuova, Verolavecchia e Pontevico. Ieri mattina è scattato il blitz che ha permesso di risalire alla fonte della contaminazione. La procura ha fatto scattare i sigilli allo scarico abusivo che in territorio di Cadignano consentiva a un allevamento di suini di smaltire abusivamente i residui fluidi e liquidi delle attività. La segnalazione è arrivata direttamente dalle guardie Sva, Servizio vigilanza ambientale di Legambiente che ha allertato la procura. SULLA VICENDA è stato aperto un fascicolo: i titolari dell’impresa zootecnica dovranno rispondere del reato di scarico di sostanze inquinanti non depurate nel corso d’acqua di un parco protetto. La ricognizione delle guardie ha consentito di scoprire un tubo che scaricava nel fiume sostanze ammoniacali: reflui di origine suina e liquidi industriali provenienti da lavorazioni casearie. L’ultimo tratto del fiume, tra Verolanuova e l'Oglio è alimentato da rogge, da risorgive e da colatori irrigui. Una circostanza che rende plausibile il sospetto che gli inquinanti, oltre ad aver provocato una morìa di pesci e anfibi, abbiano contaminato le falde. Saranno gli esami sui test sui campioni prelevati ieri a confermare o meno l’ipotesi. I primi riscontri fanno ritenere agli inquirenti di essere davanti a un disastro ambientale in un’area naturalistica protetta e vulnerabile. Il Gruppo reati ambientali della procura di Brescia nel corso del sopralluogo ha ripercorso a ritroso il percorso della condotta abusiva, non prima di aver prelevati i campioni della sostanza presente nel torrente da parte di un tecnico certificato incaricato, per stabilire i valori e la natura dell’inquinamento. Identificata l’azienda, i titolari sono stati denunciati. Una volta accertato l’illecito il gruppo reati ambientali ha proceduto con il blocco dello scarico, e con il suo immediato sequestro preventivo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA