Uccise i gattini
della sorella:
condannato

La procura aveva chiesto due anni e mezzo di carcere
La procura aveva chiesto due anni e mezzo di carcere
Paolo Cittadini 19.03.2019

Per la sorella e il cognato avrebbe sfogato tutta la sua rabbia e frustrazione per questioni economiche legate a un’eredità sui loro gattini, facendoli azzannare dal cane e arrivando a schiacciarne due, uno con l’auto e l’altro con il trattore. Per un agricoltore 50enne di Quinzano d’Oglio, Luigi Baselli, ieri è arrivata la condanna da parte del tribunale di Brescia: un anno e otto mesi di carcere, senza pena sospesa per una precedente condanna per maltrattamenti contro la madre (questa vicenda ora è arrivata in Cassazione). Stalking, uccisione di animali e calunnia i reati per cui è finito davanti al giudice e per i quali il pm aveva chiesto una condanna a due anni e mezzo. IL 50ENNE è stato condannato per i primi due areati mentre è stato assolto da quello di calunnia. L’uomo è inoltre stato condannato a versare 12 mila euro come provvisionale per le sei parti civili ammesse al processo: tre mila ciascuno alla madre, alla sorella, al cognato e al loro figlio e mille euro per Anpa e Lav, le due associazioni animaliste entrate nel dibattimento. Secondo l’accusa Baselli tra il 2015 e il 2016 avrebbe reso impossibile la vita ai suoi parenti con una serie di atti persecutori. «Entrava nell’azienda agricola con l’auto e sollevava un gran polverone che rendeva l’aria irrespirabile - aveva raccontato in aula la sorella - Alle sei del mattino suonava al nostro citofono per farsi aprire il cancello della cascina nonostante ci fosse un interruttore. Era arrivato a dire che c’erano sei proiettili per noi e parlando di mio figlio si era permesso di dire che i bambini vanno raddrizzati in fretta». La sua rabbia si sarebbe poi rivolta sugli animali domestici dei famigliari. «Il suo dobermann, Jordan, una volta ha azzannato un altro gattino - aveva spiegato la donna - Lo aveva poi portato in un campo vicino e mio fratello che stava lavorando sul trattore lo ha schiacciato deliberatamente. Il tutto davanti agli occhi di mio figlio». LA DONNA, e il marito, avevano poi raccontato che Baselli averebbe mandato la Polizia locale all’interno della cascina sostenendo che lì si praticano sedute abusive di agopuntura. «Era un semplice esposto fatto all’Asl - ha sostenuto in aula l’avvocato Alberto Scapaticci, difensore dell’uomo - Se per una semplice segnalazione si finisce a processo per calunnia, allora le aule dei tribunali sarebbero piene di vicende simili. È una lite che si poteva risolvere con un accordo». •