Tangenziale al palo, è guerra per i rimborsi

L’imbocco della tangenziale mai nata Orzinuovi-Orzivecchi
L’imbocco della tangenziale mai nata Orzinuovi-Orzivecchi
Riccardo Caffi 15.12.2018

La grande incompiuta è sempre ferma al palo, perchè mancano i fondi (già spesi) per terminarla rimuovendo i rifiuti industriali sui quali è costruita, e neppure i due enti locali danneggiati hanno finora ricavato qualcosa dai truffatori della variante, anche se costretti dalla magistratura a risarcire. Ecco perchè i sindaci di Orzinuovi e Orzivecchi si sono rivolti di nuovo alla magistratura per la «tangenziale dei veleni». NON PIÙ per denunciare lo smaltimento di rifiuti sotto la massicciata, accertato e condannato, ma per ottenere la prevista compensazione del danno morale subito già disposta dal Tribunale. Andrea Ratti per Orzinuovi e Marco Paderno per la cittadina confinante avevano rappresentato i rispettivi municipi davanti al Tribunale di Bergamo, come parti offese e parti civili nel processo sugli scarti interrati nel sottofondo della variante alla sp 235. Il procedimento ha visto imputati l’imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli e i suoi collaboratori e la sentenza emessa nel 2015 dal giudice Vito di Vita, confermata nel 2017 dalla Corte d’Appello di Brescia, ha condannato i protagonisti a complessivi 22 e mezzo di carcere per frode in pubbliche forniture e traffico illecito di rifiuti, obbligandoli al pagamento del danno morale, quantificato in 100 mila euro per ognuno dei due Comuni, e a quello delle spese legali per i due gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato poi inammissibile il ricorso contro le due sentenze, ma il truffatore bergamasco e gli altri non hanno ancora provveduto al versamento della somma dovuta. Ecco perché Orzinuovi e Orzivecchi hanno incaricato l’avvocato Alberto Passerini Glazel di Brescia di recuperaro il credito. Intanto resta aperto il problema della effettiva realizzazione della tangenziale. Che parte dalla rotatoria di Orzinuovi e arriva al confine con Pompiano, dove un’altra rotonda fa da start per un futuro allungamento verso Brescia. Larga 12 metri e mai aperta, era costata 9 milioni, e i lavori, iniziati nel 2009, sono stati bloccati l’anno dopo col sequestro, dopo la scoperta nel sottofondo di scarti di fonderia non trattati. Peccato che alla Provincia, che chiedeva un risarcimento di oltre 14 milioni, di cui oltre 9 per demolire il tratto già costruito e smaltirne i materiali, e altri 3 e mezzo per rifarlo, il giudice abbia riconosciuto solo 50 mila euro per il danno morale. •