Ilaria Alpi, così l’inchiesta sfiorò anche Montichiari

La giornalista Ilaria Alpi
La giornalista Ilaria Alpi
V.MOR.16.03.2019

l Giardino dei Giusti di Montichiari spalanca le sue porte per fare posto al ricordo di Ilaria Alpi. Stamattina qui sarà messo a dimora un albero in ricordo della giornalista uccisa a Mogadiscio il 20 marzo del 1994 da una scarica di kalashnikov insieme all’operatore Miran Hrovatin. Le indagini sull’agguato all’inviata del Tg3 toccarono marginalmente anche Montichiari, dove all’epoca abitavano una politica e il suo compagno. Nel 1996 la coppia fu coinvolta nell’inchiesta «Cheque to cheque» condotta dalla procura di Torre Annunziata su un traffico di armi e di materiale radioattivo, oro e titoli di credito. In sostanza era emerso un complesso intreccio di attività illecite e di personaggi criminali, come il presunto trafficante di armi Saud Omar Mugne, imprenditore di origine somala residente in Italia, collegato indirettamente all’omicidio della giornalista della Rai. Come emerge dall’archivio della Camera dei deputati sul caso del duplice omicidio avvenuto in Somalia, la coppia di Montichiari appariva come implicata in una vicenda di riciclaggio e intermediazione valutaria abusiva, ma due anni fa l’inchiesta «Cheque to cheque» è stata chiusa con l’archiviazione della posizione di quasi tutti i trenta indagati, compresi gli indagati residenti nella cittadina della Bassa. Gli inquirenti non hanno infatti trovato un nesso tra questa vicenda e il barbaro omicidio della giornalista e dell’operatore, mentre è rimasta aperta l’ipotesi di un coinvolgimento nel traffico d’armi su cui stava lavorando Ilaria Alpi di personaggi come il nazionalista russo Wladimir Zirinovskij. •