Green Hill, prescrizione certa

Manifestanti sul tetto di Green Hill: processo aggiornato al 2020
Manifestanti sul tetto di Green Hill: processo aggiornato al 2020
M.P. 26.02.2019

Tutto rinviato al gennaio prossimo, quindi prescritto. L’automatismo scaturisce dai tempi della vicenda giudiziaria che vede coinvolti alcuni attivisti che il 14 ottobre 2011 occuparono il tetto di un capannone di Green Hill, a Montichiari. Una delle prime forme di protesta, che non si limitavano a cortei, nei confronti della proprietà dell’allevamento di Beagle destinati alla vivisezione. Gli attivisti quel giorno, dopo essere saliti sul tetto calarono uno striscione con la scritta: «Questo lager deve chiudere!». Dopo quel gesto iniziano le raccolte di firme, il presidio sotto la collina, ma anche le fiaccolate. Fino all’intrusione nell’allevamento da parte di diversi attivisti che escono solo dopo essersi impossessati di diversi cani. Quella che per gli attivisti sarà la liberazione dei Beagle, da un punto di vista penale verrà intesa come un reato. Ma non è questa l’unica vicenda giudiziaria che va ad aggiungersi all’occupazione del tetto del capannone. C’è ovviamente quella principale, con le condanne dei vertici della proprietà, passate in giudicato. Poi ci sono state le assoluzioni di due veterinari e di tre dipendenti. IERI È RIPRESO il processo nei confronti dei cinque attivisti che quel giorno salirono sul tetto del capannone e srotolarono lo striscione. L’occupazione del tetto però, quando riprenderà il processo, rinviato a gennaio per questioni procedurali, sarà prescritta. E in effetti parecchio tempo è passato da quando la mobilitazione degli attivisti si materializzò in forme che la legge ritenne perseguibili. E del resto quasi sette anni sono trascorsi dal sequestro dell’allevamento. • © RIPRODUZIONE RISERVATA