Castelletto è sotto shock «Era un ragazzo speciale»

Maikol Signani, 28 anni
Maikol Signani, 28 anni
Milena Moneta 12.05.2019

Immagini di gioventù, di bellezza, di gioia, tutto finito per un volo in moto, in un istante: spezza il cuore osservare adesso le fotografie di Maikol Signani su Facebook e su Instagram, quello spazio virtuale dove sono ora i messaggi addolorati degli amici a sostituire gli scatti spensierati. ERA NATO a Manerbio il 7 novembre del 1990 ma abitava a Leno, nella frazione di Castelletto, in via Oscar Romero al numero 28. Proprio in quella casa lo stanno piangendo adesso, in queste ore di indescrivibile dolore, la mamma Maria Teresa Ziliani, il papà Flavio e il fratello più giovane Andrea. Il tam tam del tragico incidente si è diffuso nel paese e come sempre sui social, dove a mandargli un saluto sono anche gli amici che condividevano la passione per la motocross: «Quando un amico crossista ci saluta così presto piange il cuore - scrive un ragazzo. Full Gas anche lassù giovane campione». Ma è soprattutto agli amici più vicini che la notizia ha tolto il respiro, nella ricerca di ragioni e parole che non si trovano: «Abbiamo riso, scherzato, battagliato, siamo sempre stati amici, da quando tu hai iniziato a girare in moto, anche quando, ahimè, hai iniziato a passarmi sulle orecchie; sei sempre stato sorridente e solare», scrive un amico. E un collega aggiunge: «Non ci sono parole, mi mancherai, ma davvero tanto, sempre pronto a dare una mano al lavoro, sei e resterai nel mio cuore. Ciao fai buon viaggio amico. Era un ragazzo speciale». ANCHE IL SINDACO Cristina Tedaldi ha voluto esprimere la vicinanza ai genitori e ai familiari, condividendo un dolore che quasi toglie la parola: «Sono drammi che non si vorrebbe mai commentare, specialmente quando si tratta di giovani, con una vita tutta da vivere e un futuro ancora tutto da scoprire. Si rimane costernati, a chiedersi perché certi eventi accadono. Non conoscevo personalmente la famiglia - precisa il sindaco - ma questa è una sciagura che colpisce tutta la comunità e che ci fa sentire tutti solidali e uniti». •

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