La pensione abusiva per cani faceva paura

Una pensione a zero stelle per i setter di PievedizioCiotole senza cibo né acqua nei box messi sotto sequestro
Una pensione a zero stelle per i setter di PievedizioCiotole senza cibo né acqua nei box messi sotto sequestro
Paolo Baldi 13.10.2019

Erano temporaneamente in pensione, ma anche affidati a un abusivo, nel senso letterale del termine, che oltre a ospitare gli animali altrui e ad allevarli si occupava anche del loro addestramento. Magari anche utilizzando il collare elettrico - uno strumento vietato - ritrovato insieme a numerose altre irregolarità nella sua fatiscente e illegale struttura nella campagna di Pievedizio di Mairano. Quando si parla di gestione dei cani da caccia, come i 37 setter finiti sotto sequestro venerdì pomeriggio, capita spesso di trovarsi di fronte a casi di maltrattamento. Questi animali vengono infatti frequentemente considerati alla stregua di oggetti, da «buttare» se non funzionano, e le condizioni in cui vivevano nella struttura di Pievedizio non fanno che confermare questa realtà. Intervenuti su segnalazione e col supporto delle guardie ecozoofile di Fare ambiente, i carabinieri della stazione di Dello hanno fatto letteralmente irruzione nel capannone: una struttura appunto fatiscente nella quale gli ospiti loro malgrado vivevano in alcuni casi in box senza luce, con una pavimentazione non idonea e persino privati del cibo e dell’acqua. Alcuni animali erano custoditi poi all’esterno dei box senza ripari adeguati, e il personale veterinario dell’Ats di cui è stato richiesto l’intervento ha verificato anche la presenza di casi di stress comportamentale, con esemplari intenti a girare su se stessi. QUANTO bastava per ipotizzare il reato di maltrattamento degli animali e denunciare il responsabile del canile abusivo: un bresciano di 40 anni che naturalmente non aveva mai fatto una comunicazione di inizio attività alle autorità competenti. L’ispezione nella struttura ha permesso di scoprire anche medicinali detenuti senza la necessaria presenza del registro di carico e scarico, e quella di una quaglia e due starne possedute illegalmente e tenute pure loro al buio; magari per essere impiegate in un cruento addestramento dei setter alla caccia. È stato tutto sequestrato, e gli animali, in parte ripresi già in carico dai rispettivi proprietari, sono stati nutriti, dissetati e poi trasferiti nel canile sanitario di Brescia. •

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