La faida familiare
stile Far West
in procura

Faida in stile Far West tra padre e figlio agricoltori della Bassa
Faida in stile Far West tra padre e figlio agricoltori della Bassa
Paolo Cittadini 07.10.2019

Tra padre e figlio, il primo residente a Trenzano e l’altro a Brandico, i rapporti sono tesi da tempo, e lo scorso 13 giugno sono sfociati in una rissa, prima verbale (con insulti pesantissimi e inimmaginabile in una discussione, seppur violenta) e quindi fisica. Il risultato: il genitore ha denunciato il figlio per violenza privata e lesioni aggravate, mentre il figlio si è rivolto ai carabinieri di Dello denunciando il padre per minacce e lesioni personali. Mentre quest’ultima querela ancora non è sfociata in una azione penale, la denuncia del padre è arrivata tra le mani del procuratore aggiunto Silvio Bonfigli che nelle scorse ha chiuso le indagini nei confronti del figlio di 43 anni. La nuova battaglia tra i due uomini legati da vincolo di sangue è dunque soltanto alle battute iniziali.


LA VICENDA, come detto, risale allo scorso 13 giugno quando il genitore insieme a un amico ha raggiunto, senza essere stato invitato sostiene il più giovane dei due uomini, la abitazione del figlio a Brandico. «Ero con due amici e quando l’ho visto scendere dall’auto guidata da un suo conoscente gli ho detto di andarsene immediatamente- ha raccontato ai carabinieri il 43enne -Per tutta risposta lui ha imbracciato un forcone e ha cercato di aggredirmi insultandomi pesantemente». Il 43enne ha poi spiegato ai carabinieri di essere riuscito a «disarmare» il padre che per tutta risposta lo avrebbe colpito con un calcio al volto mentre lui stava cercando di chiudere il cancello carraio. Il giorno dopo il 43enne aveva raggiunto l’ospedale di Chiari dove si era fatto visitare e quindi aveva denunciato tutto all’Arma.


STESSO EPISODIO, ma raccontato in maniera diametralmente opposta quello descritto dal padre e che è costato al figlio l’iscrizione nel registro degli indagati. L’uomo ha infatti spiegati che sarebbe stato il figlio a impedirgli di uscire dalla sua proprietà parcheggiando un mezzo agricolo davanti al cancello di ingresso. L’uomo aveva poi spiegato che il figlio brandendo un’asta di ferro gli avrebbe urlato di andarsene immediatamente e quindi avrebbe cominciato a colpirlo a un braccio con la spranga. I colpi, secondo la procura di Brescia che ha chiuso le indagini partite dalla denuncia del padre, avrebbero provocato all’uomo: «Un trauma contusivo alla mano destra dovute alle percosse con spranga con abrasione all’avambraccio destro».


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