I genitori spengono la movida trasgressiva

La Polizia locale intercomunale appone i sigilli a uno dei market che vendeva superalcolici ai minorenni
La Polizia locale intercomunale appone i sigilli a uno dei market che vendeva superalcolici ai minorenni
Milena Moneta26.07.2020

I primi a pagare dazio al giro di vite applicato dalle forze dell’ordine su pressione delle famiglie dei giovanissimi, erano stati due bar che non rispettavano le norme anti-contagio con assembramenti intollerabili durante gli happy hour di ordinanza. La legittima «crociata» delle famiglie di Leno contro la movida trasgressiva ha portato ora alla chiusura per tre mesi di due market dove i ragazzini, anche minorenni facevano il pieno di alcolici alla faccia di tutti i divieti. LA POLIZIA LOCALE intercomunale ha anche elevato quattro verbali con sanzioni che vanno da 500 a 2000 euro. L’operazione emblematicamente battezzata «baby drink» è l’epilogo di una faticosa opera investigativa condotta scavando tra gli adolescenti e con la collaborazione appunto dei loro genitori e con il supporto della video sorveglianza che ha ripreso lo shopping ad alta gradazione dei minorenni. I due negozi della stessa catena gestiti da cittadini indiani, vendevano alcolici e superalcolici a ragazzi tra i 13 e i 17 anni di Leno e dei paesi limitrofi. In tutto una trentina di baby clienti. Gli esercizi sono situati nelle vicinanze dell'istituto superiore «Capirola» e delle scuole elementari. Uno addirittura aveva scelto fino a poco tempo fa come location una via nei pressi all’oratorio. Una prossimità che aggrava la scelta di vendere vino, liquori è alto a chi non ha l’età per consumarli. Erano aperti dalle 9 del mattino fino alla mezzanotte. Gli agenti hanno contestato la riapetuta violazione della Legge Balduzzi che a tutela dei minori contrasta la vendita è la somministrazione di alcolici e superalcolici. Immediato l’intervento della prefettura di Brescia che ha disposto la chiusura dei locali. Negli accertamenti è stata rilevata anche la mancata erogazione degli scontrini fiscali per eludere i controlli sui minorenni. Nella zona si rilevava, specie la fine settimana, anche un significativo degrado urbano, con vomito, bottiglie abbandonate, cestini stracolmi di rifiuti, sporco. «Un degrado che non attribuiamo solo ai ragazzini che si fornivano nei due negozi, ma certo lo si deve in gran parte anche a loro -commenta il comandante della Polizia locale intercomunale Nicola Caraffini -. Inoltre mette a disagio vedere con quanta leggerezza si forniscano alcolici a dei minori senza curarsi delle conseguenze». L’operazione non è ancora terminata perché sotto la lente ci sono anche locali che somministrano alcolici ai minori. «IN QUESTO CASO la rete di protezione dei minori intessuta da istituzioni, famiglie e forze dell’ordine ha funzionato in modo incisivo»afferma il sindaco Cristina Tedali. Soddisfatto anche l’assessore alla sicurezza Ermanno Udeschini: «L’intervento rapido della prefettura ha gratificato gli sforzi di tutti per tutelare i nostri ragazzi». •