Fluidi organici e chimici: fiume Chiese nella morsa di un doppio inquinamento

La chiazza giallastra che ha coperto la superficie del fiume Chiese
La chiazza giallastra che ha coperto la superficie del fiume Chiese
V.MOR. 21.09.2019

L’ennesimo sversamento di fluidi organici nel Chiese sembra rafforzare l’ormai imponente e radicato fronte di amministratori e cittadini contrario all’ipotesi di Acque Bresciane di creare due depuratori a Gavardo e Montichiari destinati a scaricare nel fiume i reflui fognari prodotti dal Garda. Una soluzione che rischia di dare il colpo di grazia a un Chiese già ricettacolo l’anno scorso della bomba batteriologica che diffuse l’epidemia di legionella e polmonite. Il degrado del fiume si specchia nella situazione del tratto del corso d’acqua che scorre in località Rampina San Giorgio a Montichiari. PER LA TERZA volta in meno di due settimana è defluita una sostanza marrone e maleodorante. L’allarme lanciato da alcuni agricoltori della zona è caduto nel vuoto, nel senso che le Guardie ecologiche volontarie, le uniche in grado di intervenire in tempo reale in caso di violazioni ambientali si sono autosospese da due mesi in segno di protesta contro il regolamento varato dal comandante che sostanzialmente impedisce di intervenire tempestivamente e di cogliere i responsabili degli inquinamenti in flagranza. Anche questo episodio insomma rischia di restare impunito come quello di proporzioni enormi accaduto una settimana fa, sempre in località Rampina San Giorgio. Il deflusso di reflui fognari in quell’occasione era andato avanti senza soluzione di continuità per 48 ore. MA NON È TUTTO. L’altra mattina, all'altezza del ponte di Borgosotto a Montichiari, una chiazza di acqua giallastra ha invaso la superficie del Chiese. Un fenomeno, quest'ultimo, che si ripete a fasi alterne da ormai qualche anno ed in alcune circostanze aveva spinto le Guardie ecologiche volontarie ad effettuare dei controlli in zona. Proprio il pressing delle Gev aveva spinto gli inquinatori a non scaricare altre sostanze nel fiume. Il fenomeno si è tuttavia ripresentato non appena le Guardie ecologiche volontarie sono state costrette ad abbandonare il campo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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