Discarica Cava
Inferno, l’apertura
è ufficiale

La Cava Inferno si  trasforma in un una discarica dove saranno smaltiti un milione di metri cubi di rifiuti
La Cava Inferno si trasforma in un una discarica dove saranno smaltiti un milione di metri cubi di rifiuti
Valerio Morabito 18.10.2019

Teoricamente i primi carichi di rifiuti potrebbero essere tumulati già oggi, ma ci sono una serie di adempimenti tecnici che richiederanno tempo. Entro breve la Cava Inferno di Ghedi diventerà una discarica. L’ultimo «timbro» sull’autorizzazione è stato apposto dall’ufficio Ambiente della Provincia che ha impresso un colpo di spugna alla mobilitazione e alle speranze degli ambientalisti contrari da sempre al progetto. I NUOVI PROPRIETARI hanno bonificato il fondo cava di simil-argilla materiale finito al centro di un’inchiesta della magistratura. In quella che doveva essere la pellicola di protezione tra la falda superficiale e le scorie che in futuro sarebbero state tumulate sul fondo del bacino di escavazione la Forestale due anni fa aveva riscontrato una contaminazione da idrocarburi e metalli pesanti. La rimozione della similargilla ha eliminato l’ultimo ostacolo all’apertura della discarica della Tecnoinerti di Polpenazze. L’Arpa ha certificato che il fondo cava non presenta inquinanti e che l’impermeabilizzazione con prodotti-aggregati riciclati è perfettamente a norma. Il fondo e la riprofilatura delle scarpate all’interno del sottobacino non è più contaminato. Materiale che, a differenza del passato, non è risultato contaminato. La Provincia ha concesso il definitivo via libera allo smaltimento di rifiuti inerti nel sottobacino. Nella cava esaurita saranno sepolti un milione di metri cubi di scorie. UN MESE FA il Broletto aveva concesso il benestare alla Tecnoinerti per l’ampliamento della gamma di scarti da smaltire. Nell’autorizzazione erano state inseriti rifiuti qualificate con il codice Cer 190305. Si tratta di scarti inerti non pericolosi provenienti tuttavia da una vastissima gamma di attività industriali, edilizie e di depurazione. UN ANNO FA la Provincia aveva già concesso un ampliamento della gamma di scorie da smaltire a Cava Inferno dopo la richiesta della Tecnoinerti che intende trattare anche rifiuti di perforazione contenenti barite, materiale con cloruri, miscele fangose provenienti dallo scavo di gallerie, sostanze solide prodotti da operazioni di bonifica e risanamento delle acque di falda. La mobilitazione contro la nuova discarica promossa in questi anni da residenti e Amministrazione comunale di Ghedi non è insomma riuscita a bloccare l’operazione che avrà ricadute ambientali anche sul confinante territorio di Borgosatollo. E sullo sfondo si staglia già un altro «cimitero» di rifiuti. A maggio, la Provincia ha chiuso con parere positivo la Valutazione di impatto ambientale del progetto presentato dalla società Bernardelli, che prevede la creazione di un impianto dove nell’arco di 6 anni e 7 mesi saranno smaltiti 1.308.846 metri cubi di rifiuti in località Fenil Novo al confine tra Ghedi e la Fascia d’oro . •

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