Clochard «evaso» dalla panchina: assolto

La panchina dove nel 2014 il clochard scontava gli arresti domiciliari
La panchina dove nel 2014 il clochard scontava gli arresti domiciliari
Valerio Morabito 15.10.2019

Un senza tetto può violare le disposizioni della sorveglianza speciale imposte dal tribunale purché non rappresenti un pericolo sociale. Con queste motivazioni la Cassazione ha assolto un clochard senza fissa dimora di Borgosatollo che si è visto annullare la pena a 6 mesi di reclusione inflitta in primo e secondo grado. ILARIO BONAZZOLI, 48 anni, che aveva indicato come domicilio il municipio di Borgosatollo, era stato condannato per non essersi presentato, per tre giorni consecutivi, alla stazione dei carabinieri di San Zeno per firmare il registro dei sorvegliati speciali. La misura era scattata in alternativa al carcere dopo che Ilario Bonazzoli era stato arrestato a Ivrea per aver rubato generi alimentari. I giudici supremi hanno tenuto conto delle condizioni sociali del 48enne, ma anche della circostanza che «non rappresenta un pericolo sociale». Bonazzoli aveva già fatto giurisprudenza in un altro caso: era stato assolto per non aver rispettato l’obbligo di non allontanarsi da Borgosatollo e dal suo fittizio domicilio rappresentato da una panchina in un parco comunale. Successivamente il 48enne aveva rischiato di finire in cella per aver indicato come sede per gli arresti domiciliari la panchina dove trovava rifugio. Già la corte di appello di Brescia aveva preso in considerazione l’ipotesi di revocare la misura della sorveglianza speciale alla luce del comportamento mite del 48enne che non si è mai macchiato di reati violenti, ma ha commesso furti per necessità. LA CASSAZIONE ha dunque scritto l’ultimo paragrafo della storia paradossale con la giustizia italiana di Ilario Bonazzoli, il quale in passato aveva dovuto presentarsi a una serie di processi per aver violato l’obbligo di dimora su una panchina. Nello specifico i controlli della polizia giudiziaria furono compiuti all'interno del giardino di Borgosatollo nell’estate del 2009, quando Bonazzoli non era stato trovato sulla panchina in quanto, in quei giorni di afa, aveva deciso di accamparsi in città. Sta di fatto che il 48enne, come detto, era stato assolto. Ma la storia continuerà anche nell’immediato futuro, visto che la Cassazione ha chiesto alla sezione della corte di appello di Brescia di esprimersi con un nuovo giudizio sull’ultima vicenda legale del clochard bresciano che per tre giorni non si è presentato in caserma a San Zeno. Il pronunciamento dovrebbe portare alla revoca del provvedimento di sorvegliato speciale. •

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