Cascina invasa da cani da caccia

Nella cascina di Pievedizio erano stipati oltre quaranta cani da  caccia
Nella cascina di Pievedizio erano stipati oltre quaranta cani da caccia
10.10.2019

Quando sono arrivati nella tenuta lungo la via dei Fontanili a Pievedizio per soccorrere una persona caduta dal tetto di una cascina, si sono trovati davanti a una brulicante muta di cani da caccia di ogni taglia, razza ed età. Rilevato l’incidente domestico, il 63enne vittima della caduta è stato ricoverato al Città di Brescia con una prognosi di 60 giorni, i carabinieri del Radiomobile di Verolanuova hanno cercato di fare luce sulla provenienza degli oltre 40 animali ospitati nell’azienda agricola della frazione. Per prima cosa hanno mobilitato l’Ats che ha inviato a Pievedizio due tecnici del servizio veterinario. L’ispezione disposta sotto l’egida della procura non ha evidenziato maltrattamenti sui cani da caccia: tutti i quaranta esemplari erano in ottime condizioni di forma, ben nutriti e i box-ricovero avevano spazi idonei. Sono invece ancora in corso gli accertamenti di natura amministrativa: l’Ats e i carabinieri stanno verificando attraverso i microchip la proprietà degli animali, la maggioranza addestrati appunto per le battute di caccia e appurare perché fossero ospitati nella cascina. Nell’azienda agricola di Pievedizio non risultano infatti autorizzazioni relative a pensioni per cani o strutture per accoglienza. In passato erano giunte alle autorità delle segnalazioni di cicloturisti in transito sulla via dei Fontanili che avevano udito dei forti latrati provenire dalla tenuta. Ma a quanto pare nell’edificio rurale non sono mai stati effettuati controlli. Non appena le sue condizioni di salute lo consentiranno, il 64enne sarà ascoltato dai carabinieri. I cani resteranno per ora nella cascina accuditi da familiari e conoscenti del proprietario dell’immobile. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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