Bloccata da quasi dieci anni la tangenziale dei veleni riparte

La tangenziale tra Orzivecchi e Orzinuovi desolatamente «dimenticata» da quasi dieci anni
La tangenziale tra Orzivecchi e Orzinuovi desolatamente «dimenticata» da quasi dieci anni
Riccardo Caffi 19.05.2019

La Provincia ha finalmente messo a bilancio i fondi per la bonifica e il completamento della tangenziale dei veleni, ferma da quasi dieci anni a causa degli scarti di fonderia utilizzati per la realizzazione del sottofondo. Ma nonostante si intravveda ormai la soluzione, le scorie della circonvallazione scaldano la campagna elettorale a Orzivecchi. Per rifare la tangenziale, la Provincia ha stanziato 6,5 milioni di euro. Appalto previsto entro l’anno e conclusione dei lavori entro il 2020. IL PROGETTO prevede la rimozione delle parti più compromesse, smaltite in discariche autorizzate ed un intervento, eseguito sul posto mediante due impianti mobili, per la frantumazione e il miscelamento con sabbia naturale della parte restante di scorie, che saranno riutilizzate per il nuovo sottofondo stradale. «La somma individuata dalla Provincia - precisa Fulvio Cominotti, candidato sindaco della lista Orzivecchi Cresce - non serve solo per completare l’opera, come qualcuno sostiene in modo strumentale, ma soprattutto per bonificare l’intero tracciato realizzato». Cominotti, che all’epoca dei fatti era assessore all’ambiente, viene additato da coloro che negano la presenza di veleni come colui che avrebbe bloccato un’opera altrimenti compiuta da anni, mentre al contrario altri concittadini gli rimproverano di essere intervenuto troppo tardi, quando ormai la circonvallazione era quasi conclusa. «All’inizio di febbraio 2010, si avvistarono i primi camion che scaricavano le scorie fumanti - rammenta Cominotti -. Il cantiere stradale era in carico alla Provincia, pertanto non poteva essere fermato dal Comune. Quale assessore inviai lettere alla Provincia e all’impresa appaltatrice per chiedere spiegazioni, per avere i documenti comprovanti la compatibilità dei materiali e le analisi, con la richiesta di sospendere i lavori». Poiché l’assessore non ebbe risposta, pochi giorni dopo Liliana Ferrari e Andrea Ratti, rispettivamente sindaci di Orzivecchi e Orzinuovi, i due comuni sul cui territorio insiste la tangenziale, inoltrarono un esposto alla Procura della Repubblica. Le indagini della Magistratura continuarono nei mesi successivi, fino al sequestro della strada che avvenne a dicembre. Nel frattempo però la ditta costruttrice aveva continuato i lavori fino a realizzare per buona parte la strada. «Gli amministratori dell’epoca fecero il proprio dovere - osserva Cominotti - denunciando un reato in atto, perché se non l’avessero fatto, oltre a fare i conti con la propria coscienza, si sarebbero resi complici di un crimine». Il costruttore, finito sotto processo, è stato condannato per i reati di truffa e traffico illecito di rifiuti. «Il sottofondo della strada è stato costruito con scorie di fonderia non trattate e non conformi, con superi oltre il limite di legge e con elementi pericolosi per la salute, come il cromo esavalente - aggiunge Cominotti - ed è per questo motivo che nei prossimi anni la Provincia continuerà a svolgere le analisi per tenere sotto controllo eventuali contaminazioni delle falde acquifere». • © RIPRODUZIONE RISERVATA