Altro sabotaggio
ora gli allevatori
hanno paura

I carabinieri stanno indagando sull’escalation di sabotaggi e uccisione di bovini nella Bassa bresciana
I carabinieri stanno indagando sull’escalation di sabotaggi e uccisione di bovini nella Bassa bresciana
Valerio Morabito26.03.2019

Ennesimo atto intimidatorio in un allevamento di bovini della Bassa. Dopo le 12 vacche uccise con una pistola da macellaio e il latte scaricato nella fossa del letame in due aziende di Zurlengo è tornata nel mirino una famiglia di agricoltori di Mezzane di Calvisano. L’altra notte nella proprietà ha fatto irruzione un commando.

COME AVVENUTO due settimane fa non si trattava di ladri: dall’azienda agricola non è stato rubato nulla. Si è trattato infatti di un sabotaggio: nel corso dei raid sono stati manomesso dei macchinari e provocati danni per migliaia di euro. I responsabili del blitz hanno dimostrato anche stavolta di sapersi muovere e a proprio agio tra i capannoni degli allevamenti. Dopo aver messo fuori uso il laboratorio di fecondazione artificiale dell’azienda agricola si sono messi ai comandi di un muletto custodito in un capannone che hanno abbandonato tra i campi. Infine il commando formato da almeno tre persone a giudicare dalle impronte lasciate nella zona di stoccaggio degli attrezzi hanno aggiunto litri di benzina nel gasolio di una macchina agricola. Per fortuna i proprietari se ne sono accorti, perché se avessero messo in moto il mezzo ci sarebbero state conseguenze davvero gravi. Un atteggiamento, come nei precedenti episodi entrambi denunciati alla stazione dei carabinieri di Calvisano in cui è stato manomesso un computer e sono stati frugati i documenti di un ufficio, che fa pensare all'ennesimo gesto intimidatorio. Un'azione, anche questa avvenuta nella totale indifferenza delle istituzioni politiche locali, portata a termine alla vigila dell'udienza del processo di secondo grado a un imprenditore di Calvisano accusato di danneggiamenti nei confronti dell’azienda agricola di Mezzane. Una vicenda, che si trascina da anni. Lo scorso aprile, in primo grado, l'imputato era stato assolto ma il verdetto era stato impugnato dalle vittime in veste di parti civili. Stando agli atti giudiziari, l'escalation di «attentati» alle stalle degli allevatori di Mezzane ha raggiunto l'apice il 24 dicembre del 1999, quando sono stati messi fuori uso i motori elettrici di avviamento degli impianti di riscaldamento e di alimentazione liquida e solida che sono fondamentali per un migliaio di animali in stalla. Tramite un trapano sono stati bucati i motori elettrici, provocando un danno di 50 milioni di vecchie lire.

IL SABOTAGGIO aveva provocato la morte di decine e decine di capi. Tra l'altro, prima del blitz, la famiglia di imprenditori agricoli era stata vittima di presunte estorsioni, minacce, gravi danneggiamenti alle automobili ed uccisioni di animali, compreso il cane da guardia dell'azienda che era stato ammazzato a colpi di fucile. Il doppio blitz di Mezzane arriva mentre sembrano entrate in una fase decisiva le indagini dei carabinieri di Verolanuova sull’uccisione dei bovini a Zurlengo di Pompiano. Dietro il gesto potrebbe nascondersi l’ombra di un racket.