Aeroporto, ultima occasione di rilancio

Svelati i primi dettagli  e le immagini computerizzate dell’aeroporto di Montichiari del futuroÈ iniziato l’iter della Valutazione d’impatto ambientale delle opere
Svelati i primi dettagli e le immagini computerizzate dell’aeroporto di Montichiari del futuroÈ iniziato l’iter della Valutazione d’impatto ambientale delle opere
Valerio Morabito 31.08.2019

«Adesso o mai più». L’aeroporto di Montichiari ha l’ultima occasione di rilancio. Un’occasione riposta del progetto di sviluppo che ha iniziato in questi giorni l’iter ministeriale della Valutazione di impatto ambientale. In un clima di diffuso scetticismo, l’Enac ha presentato un corposo dossier che descrive l’aspetto dell’infrastruttura del futuro. Un consistente capitolo è dedicato alle mitigazioni per «addolcire» l’impatto del nuovo cemento, limitare il consumo di suolo e rendere meno pressanti i vincoli sulle aree attorno al D’Annunzio. Tre aspetti su cui le associazioni ambientaliste del comprensorio annunciano già bttaglia. Secondo la Catullo, società che gestisce l'aeroporto di Montichiari, entro il 2030 ci sarà una impennata del traffico sullo scalo. Stando alle stime si parla di 895 mila passeggeri l'anno e 429 mila tonnellate di merce l'anno. È in un contesto del genere che è stato programmato un investimento di 101 milioni di euro. Tra i punti qualificanti del progetto l’allungamento della pista di oltre 460 metri. Una scelta finalizzata ad intercettare i cargo internazionali. Sono operazioni complesse, che stando alla road map dei gestori della concessione proseguiranno anche dopo il 2020. È da questa data che inizierà il secondo step di lavori che richiederà di ridisegnare il tracciato della strada provinciale 37 creando un sottopasso. In questa fase sarà costruito uno stock magazzini per la merce dei cargo eampliato il piazzale della pista. Il core business del D’Annunzio resterà il traffico merci. Deserta la zona imbarchi passeggeri, lo scalo al momento vive grazie ai voli notturni postali targati Amazon: attualmente è la principale base di smistamento della posta aerea di Poste italiane. La speranza è riposta nella promozione ottenuta dal piano nazionale degli aeroporti: Montichiari è passato dalla classificazione di scalo di servizio a quella di snodo di rilevanza nazionale». LA RELAZIONE per la Via presenta uno studio sugli «indici di rischio per via inalatoria». Dalle analisi condotte, emerge come sia per quanto concerne lo scenario attuale che quelli futuri, i valori di rischio cancerogeno e tossicologico siano molto al di sotto dei valori imposti dalla Agenzia Us Epa. Sotto la lente anche le polveri sottili: «a riguardo si evidenzia come il massimo incremento percentuale del contributo delle attività di cantiere registrato sui ricettori, non appare rilevante per l’equilibrio ambientale complessivo - si legge nella relazione -. In considerazione di ciò è possibile concludere che le attività aeronautiche previste non contribuiscono ad un incremento significativo della qualità dell’aria». L'ultimo punto riguarda la realizzazione di un depuratore per il potenziamento dello scalo. «Lo sviluppo di edifici cargo comporta un incremento di portata delle acque reflue che sovraccaricherebbe l’attuale impianto - si legge nella relazione allegata alla richiesta di Via -. Quindi nell’ambito di progetto del masterplan, è previsto un nuovo depuratore per garantire il corretto smaltimento delle acque ed evitare che l’attuale depuratore risulti sottodimensionato per l’intera portata futura». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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