Scomunicato Vlasic
ex guida spirituale dei
veggenti di Medjugorje

23.10.2020

La Congregazione per la Dottrina della Fede ha emesso un decreto di scomunica nei confronti di Tomislav Vlasic, diventato famoso per essere il ’padre spiritualè dei sei ragazzini che nel 1981 cominciarono a riferire di vedere ogni giorno la Madonna a Medjugore, ruolo che mantenne fino al 2009 quando fu costretto a dimettersi dallo stato sacerdotale dopo accuse gravissime di «diffusione di dubbia dottrina, manipolazione delle coscienze, sospetto misticismo, disobbedienza verso gli ordini legittimamente costituiti e atti contro il ’sextum’ (contro il Sesto comandamento di non commettere adulterio)». La decisione è stata comunicato al vescovo di Brescia Pierantonio Tremolada visto che Vlasic «in questi anni, nella Diocesi di Brescia e in altri luoghi, ha continuato a svolgere attività di apostolato nei confronti di singoli e di gruppi, sia mediante conferenze che attraverso mezzi informatici» sottolinea una nota della Curia.  Nel Bresciano, a Ghedi, Vlasic ha realizzato, con la sua collaboratrice Stefania Caterina, la casa santuario Fortezza dell’Immacolata, che è centro della Chiesa di Gesù Cristo dell’Universo. Una realtà new age, convinta degli ufo, o meglio della vita negli altri pianeti, contro cui si era già scagliato in passato il vescovo Tremolada. Secondo la Diocesi, l’ex francescano «ha continuato a dichiararsi religioso e sacerdote della Chiesa cattolica, simulando la celebrazione di sacramenti non validi; ha continuato a suscitare grave scandalo tra i fedeli, compiendo atti gravemente lesivi della comunione ecclesiale e dell’obbedienza all’Autorità ecclesiastica. Con la scomunica Vlašić non può prendere parte in alcun modo come ministro alla celebrazione dell’Eucarestia o a qualunque altra cerimonia di culto pubblico, celebrare sacramenti o sacramentali e ricevere i sacramenti, esercitare funzioni in uffici o ministeri o incarichi ecclesiastici qualsiasi, o di porre atti di governo. »Nel caso in cui il Sig. Vlašić intendesse prendere parte alla celebrazione dell’Eucarestia o a qualsiasi atto di culto pubblico - sottolinea la Curia bresciana in una nota -, deve essere allontanato o si deve interrompere l’azione liturgica, se non si opponga una grave causa«.