Gian Luca Rana:
«Così si colgono
nuove sfide»

Da sinistra Luigi Consiglio, Gian Luca Rana e Giuseppe Castagna FOTOSERVIZIO MARCHIORI
Da sinistra Luigi Consiglio, Gian Luca Rana e Giuseppe Castagna FOTOSERVIZIO MARCHIORI
Francesca Lorandi03.10.2019

«Dobbiamo mettere benzina dove il fuoco può ardere». Cioè in un territorio, quello lombardo veneto, «che è estremamente fertile». Da qui, utilizzando ancora le parole dell'amministratore delegato del Pastificio Rana e presidente del Gruppo editoriale Athesis Gian Luca Rana, «si può partire per dare vita a uno spazio di conoscenza e di riflessione dedicato ai temi dell'innovazione, intesa nel suo complesso, dall'impatto sulla società a quello sull'economia». È nato da questa riflessione, condivisa con Luigi Consiglio, presidente di Gea-Consulenti di direzione ed Enrico Sassoon, direttore di Harvard Business Review Italia, il gruppo di lavoro che nei mesi si è ampliato, coinvolgendo istituzioni, associazioni, aziende, fino a ideare e organizzare la prima edizione del Festival del Futuro 2019, aperto al pubblico, sabato 16 e domenica 17 novembre a Verona nell'auditorium di Veronafiere.

 

Clima, risorse, energia, migrazioni, rapporto uomo-macchina e intelligenza artificiale-lavoro, e ancora tecnologie e servizi per la terza età: ecco i temi al centro delle otto sessioni distribuite nei due giorni di lavoro, nelle quali si alterneranno trenta specialisti impegnati a decifrare i principali trend, le opportunità che offriranno, i rischi che ne deriveranno.L'evento è stato presentato ieri a Milano, nella sede del Banco Bpm, in una conferenza alla quale hanno partecipato i promotori, e cioè il Gruppo Athesis con il suo presidente Rana, Eccellenze d'Impresa, nato nel 2014 dalla collaborazione tra Gea-Consulenti di direzione, rappresentata ieri dal presidente Consiglio, e Harvard Business Review Italia con Sassoon. Presente anche Giuseppe Castagna, ad di Banco Bpm, con Cattolica Assicurazioni e il Pastificio Rana tra i main sponsor dell'iniziativa, e ancora l'ad del Gruppo Athesis Matteo Montan e il sindaco di Verona, Federico Sboarina.

 

Un festival, ha ricordato Sassoon moderando gli interventi, che ha già ricevuto il supporto della Commissione Europea e di alcune istituzioni locali, delle associazioni confindustriali di Verona, Brescia e Vicenza, oltre a collaborazioni importanti come AsVis (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile della Fondazione Unipolis e Università Tor Vergata), l'Istituto italiano di Tecnologia, il Politecnico di Milano e di Torino, l'Università Bocconi di Milano e quella di Verona, il Festival della Scienza e Oxford Economics. Tutti daranno il loro contributo per un evento che vuole guardare all'Italia nel contesto mondiale in un'ottica di futuro.

 

Per Rana, un dovere e una responsabilità. L'ad del Pastificio Rana ha ricordato la sua esperienza negli Usa, «che ha cambiato profondamente me stesso ma anche le prospettive della nostra impresa. Quando sono tornato», ha detto, «in tanti mi hanno chiesto come ho fatto». La risposta? «Abbiamo quaranta brevetti di nostra proprietà che hanno innovato la produzione. In questo modo un'azienda artigianale è diventata leader di mercato nel Paese più meritocratico che c'è». È successo «a un ragazzo di San Giovanni Lupatoto», ha detto Rana, facendo intendere che le opportunità sono enormi se si è in grado di interpretare e cogliere al volo le sfide del futuro. «In Italia abbiamo il miglior tessuto imprenditoriale al mondo». Doti sottolineate anche da Castagna, che si è focalizzato sul Nordest: «Questi territori anche negli ultimi anni non hanno mai fatto mancare una spinta alla crescita, senza l'aspettativa di un aiuto dalla politica».«Da qualche anno il Veneto ha smesso di sognare, non ha più una vera motivazione in cui credere», ha ammesso Luigi Consiglio. Da questa consapevolezza, la necessità di spingere le imprese ma anche l'intera società verso una svolta in direzione delle sfide future. «Con Gian Luca Rana abbiamo girato il mondo alla ricerca del fattore tecnologico che potesse fare la differenza. Da qui l'idea: portare a Verona il meglio delle tecnologie dei diversi settori, perché ciascuna ha bisogno di un punto di sintesi. Un'operazione politica e culturale per l'imprenditoria del Paese ma soprattutto per i nostri giovani». Un dovere e una responsabilità, appunto. Un progetto che punta ad ampliarsi nel tempo: quella di novembre sarà infatti la prima edizione di un evento pluriennale, «che nei prossimi anni coinvolgerà anche Paesi confinanti», ha anticipato Consiglio, «per riflettere sulle modalità nelle quali si sta configurando il nostro futuro».

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