Il maltempo fa paura e vince: cancellato il Gavia

Ciclisti valicano il Gavia nel Giro del 2008, il 31 maggio di 11 anni fa: stavolta il rischio non verrà corso
Ciclisti valicano il Gavia nel Giro del 2008, il 31 maggio di 11 anni fa: stavolta il rischio non verrà corso
Angiolino Massolini 26.05.2019

La corsa contro il tempo non ha dato l’esito sperato: il Gavia, Cima Coppi con i suoi 2.618 metri di altitudine, è stato cancellato dal percorso della tappa del Giro d’Italia in programma martedì 28 maggio, con partenza da Lovere e arrivo a Pontedilegno. La corsa contro il tempo, con il notevole impegno profuso da una ventina di persone per sgombrare la strada del Passo che fa da spartiacque tra le province di Brescia e Sondrio, alla fine non è bastato. Il lavoro compiuto con tanta dedizione e pari professionalità non è risultato sufficiente per scongiurare la cancellazione della mitica salita tanto attesa. La decisione assunta da Mauro Vegni, direttore dell’organizzazione, è da condividere, perché pur essendo transitabile la strada, ai bordi ci sono autentiche muraglie di neve. IL PERICOLO di slavine, e le previsioni meteo che danno ancora nevicate in quota, hanno costretto gli organizzatori a sopprimere la vetta più alta di questa edizione della corsa rosa. La cima più impervia a questo punto diventa invece Lago Serrù, affrontato l’altro giorno con i suoi 2.247 metri. Non è la prima volta che una salita viene cancellata con un tratto di scolorina dal percorso di una tappa alpina. Questo primavera più pazza del solito ha messo in ambasce l’apparato organizzativo dell’Rcs, e quello delle realtà pubbliche e private che si sono impegnate per sgombrare la neve quantomeno fino alla galleria. Tutto lavoro inutile purtroppo, come detto, anche se la mancata riuscita dell’impresa non è davvero imputabile a nessuno. OVVIAMENTE da tempo era stato preparato un piano B. In un primo momento si pensava che la corsa avrebbe scalato per due volte il Mortirolo. Invece il percorso è stato modificato a partire da Edolo in poi. Da Edolo la tappa prevede l'inedita salita di Cevo (1.054 metri), lunga 10 chilometri con un dislivello di circa 650 metri e una pendenza media del 6,5% circa. NON È difficile, questa pendenza, ma era necessaria per anticipare le salite successive e aumentare il dislivello finale, che sarà di 4.800 metri invece che dei 5.700 metri originali. Dopo Cevo si scende nuovamente a Edolo e si affronta l’Aprica dal versante di Santicolo. Quindi la discesa su Mazzo Valtellina e la scalata del Mortirolo. Inalterata la fase finale da Monno a Pontedilegno. IL CHILOMETRAGGIO è inferiore di una trentina di chilometri: dai 226 previsti ai 194. Ieri intanto nella tappa di Courmayeur Marco Frapporti, Andrea Garosio e Damiano Cima sono riusciti a concludere, arrivando al traguardo: considerata l’asprezza del percorso è davvero tanta roba. L’impresa, in questo caso, è arrivare, Bravi i nostri moschettieri. • © RIPRODUZIONE RISERVATA