Brescia umiliato: un incubo troppo Grosso

Fabio Grosso a testa bassa: esordio da incubo FOTOLIVE
Fabio Grosso a testa bassa: esordio da incubo FOTOLIVE
09.11.2019

Un’umiliazione così non si ricorda a memoria d’uomo. Mai vista la gente uscire dal Rigamonti a fine primo tempo, la tribuna si svuota a metà gara perché tanto non c’è più niente da fare.  In campo il primo Brescia di Fabio Grosso è inesistente, vaga senza meta. Non si vede un tackle, un contrasto deciso per i primi 20 minuti. E il Torino, 4 sconfitte nelle ultime 4 trasferte e senza vittorie dal 26 settembre,  si riscopre grande. Troppo facilmente. E non c’è nemmeno da attaccarsi al primo dei due rigori concessi al Torino, che probabilmente non c’è: sulla punizione di Verdi, il pallone carambola tra l’anca e il braccio di Cistana ma l’arbitro Guida indica il dischetto. È il 17’, Belotti trasforma. Idem al 26’ per un altro «mani» di Mateju su tiro del Gallo. Poi Mateju al 41’ si fa espellere ed è notte fonda. Intanto il Rigamonti contesta: inneggia a Donnarumma, che entrerà solo al 15’ del secondo tempo; inneggia soprattutto a Eugenio Corini: è certo chi si sente di escluderne il ritorno immediato dopo una prestazione del genere? E davvero non si capisce il cambio dell’intervallo, fuori Balotelli, abbandonato a se stesso per 45 minuti, e dentro Martella, un difensore. Perché? Il Brescia si fa vedere solo nel primo quarto d’ora della ripresa, quando Sirigu salva prima su Ayé e Spalek. Poi l’uno-due del nuovo entrato Berenguer che chiude i conti. La curva contesta anche Cellino, fino a pochi giorni prima eroe di una città. Brescia 0, Torino 4: un’umiliazione così non si ricorda a memoria d’uomo. Vincenzo Corbetta