Tutta l’amarezza
di Corini «Non
riusciamo a svoltare»

Eugenio Corini: è bagnolese SERVIZIO AGENZIA FOTOLIVE/Filippo VeneziaSandro Tonali impegnato nel gioco aereo
Eugenio Corini: è bagnolese SERVIZIO AGENZIA FOTOLIVE/Filippo VeneziaSandro Tonali impegnato nel gioco aereo
Alberto Armanini 04.11.2019

VERONA Settima sconfitta in 10 partite, la sesta con un solo gol di scarto. È questo, forse, a spingere ancora Corini verso il bicchiere mezzo pieno, nonostante il destino segnato: «Penso che sia stata una partita ben interpretata - è la sua premessa -. Nel primo tempo abbiamo avuto situazioni importanti per passare in vantaggio e ricordo poche occasioni per il Verona. L’equilibrio si è rotto solamente sul calcio d’angolo che ha portato all’1-0 e da quel momento la lettura della gara è stata più semplice: loro difendevano bassi e ripartivano mentre noi cercavamo di pareggiare. Avremmo anche potuto farcela ma così non è stato. Sul 2-0 è stato più difficile stare dentro la gara ma l’abbiamo riaperta con il grande gol di Mario e abbiamo cercato il pari fino alla fine». Tirando le somme? «Siamo molto rammaricati perché non riusciamo a svoltare dal punto di vista del risultato, è un dato oggettivo. Ma la prestazione è stata positiva pure stavolta».


DI CERTO è un momento in cui tutto va storto. Episodi, mosse, contromosse, scelte arbitrali. «Il momento è questo - taglia corto Corini -. Gli arbitri? Non voglio usarli come alibi per giustificare la sconfitta. È vero però che a volte abbiamo la percezione che la lettura di alcune situazioni ci penalizzi. Il fallo subito da Romulo a fine primo tempo, ad esempio, pareva dentro l’area e non ho capito perché l’arbitro non sia andato a controllarlo. A noi invece annullano i gol dopo 3 minuti che sono stati effettuati. Anche su Matri è accaduta una cosa simile: se si è lamentato così a fine gara vuol dire che qualcosa ha sentito». Arbitri a parte, la gara è stata difficile anche per le condizioni ambientali. Mentre tutti i tesserati del Verona stroncano sul nascere il «caso-Balotelli», Corini si allinea al pensiero del suo giocatore. «Se Mario ha reagito in quel modo significa che qualcosa ha sentito ed è stato colpito dal punto di vista emotivo - assicura il tecnico del Brescia -. Sono stati molto bravi i compagni di squadra a riequilibrarlo mentalmente e a farlo tornare sereno. Anche l’arbitro in quel momento è stato bravo a sospendere la partita. Poi siamo andati avanti a giocare». E Balo è rimasto in campo, ha reagito e pure segnato un gol bellissimo. «Forse dopo i cori è uscito dalla partita per qualche minuto ma ho valutato di tenerlo in gara perché è rientrato velocemente». Il cambio Mangraviti-Ndoj, che ha mandato Bisoli a fare il quinto di destra, invece è motivato così: «Ho tolto Mangraviti perché era stato ammonito - sostiene Corini -. Il Verona giocava in velocità e i miei difensori potevano essere esposti ad alcuni pericoli. Avevo anche Mateju ammonito, di conseguenza ho preferito spostare un giocatore veloce come Sabelli a fare l’intermedio di destra e mettere un po’ più di qualità in mezzo al campo con Ndoj perché avevo la percezione che si potesse fare gol». La sfida di Verona è stata l’ultima di Corini al Brescia: «Ho capito di essere pronto a tutto da dopo il Bologna - confessa -. Lavoro quotidianamente per cercare di trarre il meglio dai ragazzi e ottenere quanto più posso dalla partita. Sul resto non posso dire niente perché non dipende da me».


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