Tonali, Torregrossa
e non solo. È un
Brescia in emergenza

Sandro Tonali faccia a faccia con Sami Khedira nella gara d’andataLa rabbia di Ernesto Torregrossa, centravanti del Brescia penultimo della classe.Scontata la squalifica, è frenato da problemi fisici come Romulo  (sullo sfondo)
Sandro Tonali faccia a faccia con Sami Khedira nella gara d’andataLa rabbia di Ernesto Torregrossa, centravanti del Brescia penultimo della classe.Scontata la squalifica, è frenato da problemi fisici come Romulo (sullo sfondo)
Alberto Armanini 14.02.2020

Al momento è un doppio no. Tonali e Torregrossa non sono rientrati in gruppo e rischiano concretamente di saltare la Juventus. La speranza di Diego Lopez è di averli almeno per la rifinitura di domani, ma si tratterebbe di un recupero lampo che avrebbe un che di miracoloso. In caso di forfait confermato anche all’ultimo, si dovrà affrontare la gara più impervia con la panchina più corta. Una difficoltà nella difficoltà, se si considera che anche Romulo e Gastaldello sono ai box, e che Cistana non è al meglio. DIFFICILE scegliere quale tra le due probabili assenze abbia un peso specifico maggiore. Torregrossa ha saltato 11 gare su 23, segnando 4 gol nelle 12 giocate. Eppure a livello numerico non ha cambiato granché, dato che i punti conquistati con o senza di lui sono esattamente gli stessi: 8. Tonali, al contrario, è uno degli stakanovisti della squadra, con 22 gettoni complessivi, 4 assist e un gol. Con lui si è vinto, perso e pareggiato. L’unica partita che ha dovuto saltare (per squalifica) è però anche quella in cui il Brescia ha avuto più difficoltà ad uscire dalla propria trequarti, il 5-1 di Genova con la Sampdoria. Da qualsiasi parte la si giri, è una gran brutta faccenda. Ancor più infausta se si pensa che Lopez ha dovuto infarcire la squadra di Primavera per avere a disposizione un 11 contro 11 allenante nella seduta di ieri. Lopez ha provato l’attacco pesante con Balotelli e Donnarumma affiancati ma è probabile che decida ancora una volta di optare per un attaccante di raccordo lasciando in panchina uno dei due. In questo senso più Balo-Ayé, quindi. A sorreggere il duo d’attacco nella seduta di ieri non c’era Zmrhal, ma il solito Spalek. Anche qui, però, potrebbe trattarsi di semplici rotazioni. A centrocampo si sono mischiate molto le carte. Interessante il trio composto da Viviani (in regìa), Bjarnason e Bisoli, anche se l’indicazione più veritiera è la posizione di Dessena davanti alla difesa. Dovrebbe essere lui il metodista designato. La linea arretrata non dovrebbe discostarsi dall’ultima: Chancellor e Cistana centrali, Sabelli e Martella sulle corsie, Joronen in porta. Di recente la Juventus ha perso contro squadre che giocavano con la difesa a 3 (Lazio e Verona), ma ha sofferto anche il 4-3-1-2 e il 4-3-3. La chiave di volta è il pressing. Chi ha saputo attivarlo in modo costante (Lecce, Sassuolo, Fiorentina, Napoli) è uscito con qualcosa. Gli altri si sono arresi all’inevitabile. Con la Juve, prima o poi, un gol lo becchi. Figurarsi all’Allianz Stadium, dove i bianconeri hanno una media di 2,4 reti per partita. • © RIPRODUZIONE RISERVATA