Tonali + Balo: il Brescia
affila le armi per
la lotta salvezza

Roberto Mancini, commissario tecnico della Nazionale italianaMario  Balotelli e Sandro Tonali: un’intesa che sta sbocciando di partita in partita.Il tandem è l’asse portante del Brescia in missione per la salvezza AGENZIA FOTOLIVE
Roberto Mancini, commissario tecnico della Nazionale italianaMario Balotelli e Sandro Tonali: un’intesa che sta sbocciando di partita in partita.Il tandem è l’asse portante del Brescia in missione per la salvezza AGENZIA FOTOLIVE
Gian Paolo Laffranchi 01.10.2019

C’è sconfitta e sconfitta. Non è un caso se da ogni parte sono piovuti complimenti sul Brescia dopo gli zero punti raccolti contro Juventus e Napoli. Non si tratta di elogi all’impotenza (di una neopromossa contrapposta alle corazzate del campionato), ma di una presa d’atto di ciò che la squadra di Corini è oggi: un gruppo organizzato, dagli automatismi chiari, in missione salvezza con singoli così in evidenza da meritare la Nazionale. Mario Balotelli e Sandro Tonali, entrambi azzurrabili. Anche subito. LA NEW ENTRY, nel tabellino dei marcatori e fra i protagonisti con la V sul petto, è SuperMario. Che si è fatto attendere a lungo, prima giocando, segnando (e vincendo) in giro per il mondo, poi presentandosi alla squadra della sua città con 4 giornate di squalifica da scontare sul groppone. Ma da quando è tornato disponibile, Balotelli sta facendo il possibile per recuperare in fretta il tempo perduto. Con la Juventus si è tolto di dosso la ruggine di mesi senza partite vere, calciando in porta a ripetizione e mettendosi al servizio della squadra. A Napoli, sotto gli occhi della figlia Pia, ha dimostrato cosa può fare se viene assistito adeguatamente. Ha segnato la sua prima rete bresciana e lottato come un leone. DAL LEONE al leoncino: la criniera di Tonali si nota sia al Rigamonti che al San Paolo. Khedira o Allan, per lui cambia poco: affronta ogni avversario a testa alta. «Autorevolezza, personalità, si prende responsabilità»: la descrizione che han dato di lui due senatori del calcio come Egidio Salvi e Ottavio Bianchi dice tanto, se non tutto. Tonali era stato primattore con la Juve e si era scritto «gli è mancato il gol, verrà l’occasione». È arrivata e l’ha sfruttata come meglio non avrebbe potuto, contro il Napoli, scaraventando la palla in rete di prima intenzione, senza dare scampo a Ospina. Gol annullato poi dal Var per un intervento precedente di Bisoli considerato falloso. Ma la prodezza rimane. E a questo punto per rifarsi dell’amarezza a Tonali non resta che segnarne un altro, magari meno bello ma valido. In un momento di rinascita generalizzata dei centrocampisti in Italia (nel giro azzurro ci sono fra gli altri Verratti e Jorginho, Barella e Sensi, Pellegrini e Zaniolo) Tonali si presenta come l’elemento più completo. Sa difendere e attaccare, eccelle nel tackle come nel lancio, nei cross come nel tiro, negli intercetti come negli assist. Sa fare tutto e sa farlo bene, usando il corpo a protezione della palla come un veterano. A 19 anni. Dopo convocazioni in serie, aspira al debutto in Nazionale maggiore ed è logico che il ct Roberto Mancini ci stia pensando. Normale pure che la Juventus stia facendo di tutto per soffiarlo alla concorrenza (numerosa e qualificata). Ha 10 anni di più Balotelli, che rispetto a lui qualche treno importante ha già preso (e qualche altro perso). Mancini lo tiene in considerazione, eccome, in prospettiva Europei: conoscendolo meglio di ogni altro tecnico, sa che di attaccanti come lui in Italia non ce n’è. Proprio per questo Mancini da Balo si aspetta molto. Soddisfazioni e non delusioni. La strada è tracciata: sta a SuperMario percorrerla, ma i primi passi sono incoraggianti. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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