Stadio Is Arenas, chiesti 4 anni e mezzo per Cellino

Massimo Cellino prima della sfida vinta in trasferta dal Brescia per 1-0 contro il Cagliari il 25 agosto Lo stadio di Is Arenas realizzato nel 2012 è stato smantellato
Massimo Cellino prima della sfida vinta in trasferta dal Brescia per 1-0 contro il Cagliari il 25 agosto Lo stadio di Is Arenas realizzato nel 2012 è stato smantellato
Paolo Cittadini 04.10.2019

Quattro anni e mezzo di carcere per un peculato di circa 360mila euro. Questa la condanna che i pubblici ministeri di Cagliari, Enrico Lussu e Gaetano Porcu, hanno chiesto per il presidente del Brescia calcio, Massimo Cellino. La vicenda processuale che lo vede alla sbarra è quella relativa ai presunti illeciti per la costruzione dello stadio di Is Arenas, a Quartu Sant’Elena, quando Cellino era il presidente del Cagliari. I pm hanno richiesto invece l’assoluzione per un tentativo di peculato da 700mila euro. La pubblica accusa ha chiesto la condanna anche per gli altri sette indagati nella inchiesta legata all’impianto sportivo realizzato nel 2012. Lussu e Porcu hanno chiesto 5 anni di reclusione per Mauro Contini, ex sindaco di Quartu, e per l’allora assessore ai Lavori pubblici di Quartu Sant'Elena, Stefano Lilliu. Quattr anni e tre mesi è invece la richiesta di condanna avanzata dai pubblici ministeri nei confronti del direttore dei lavori, Andrea Masala. Più basse invece le richieste di pena avanzate dai due pubblici ministeri di Cagliari per il tecnico comunale Raffaele Perra (2 anni e sei mesi), per l'impresario Marcello Vasapollo e il progettista Jaime Manca (un anno e 8 mesi) e per il geometra Graziano Mossa (8 mesi). Agli imputati vengono contestati i reati di peculato e falso. Sono invece caduti in prescrizione i reati per la violazione dei vincoli ambientali e paesaggistici che avevano fatto scattare nel 2013 l’indagine condotta dagli uomini del Corpo Forestale. PER QUESTA vicenda Massimo Cellino, che ieri non era in aula, il 14 febbraio del 2013 era finito in carcere (vi rimase per un paio di settimane prima di trascorrere tre mesi ai domiciliari) insieme a Contini e a Lilliu. «Quello stadio è del tutto abusivo: si sono usati i soldi pubblici a uso e consumo del Cagliari calcio», hanno sottolineato nella loro requisitoria (la discussione della pubblica accusa è durata due giorni) Enrico Lussu con il collega Gaetano Porcu. «LO STADIO veniva spacciato per un’opera pubblica - ha sostenuto in aula la pubblica accusa - Ma era privata su un terreno pubblico dato in concessione per tre anni». Lussu e Porcu ritengono che i soldi spesi dal Comune per la strada di collegamento allo stadio di Is Arenas, la cabina elettrica e la recinzione (circa 360mila euro il valore) costituiscano un peculato ai danni delle casse comunali ed a favore del Cagliari calcio. «Cellino doveva portare la squadra a Quartu per evitare di tornare a Trieste - ha sottolineato nella requisitoria Lussu - Come rivelato dalla intercettazione col patron della Lazio, Claudio Lotito, l’assenza di pubblico di casa costava 10 punti e ogni punto per lui valeva milioni di euro». A marzo Cellino era stato sentito in aula. «Pensavo ci fosse già una recinzione, così come pensavo ci fosse già l’illuminazione e il campo. Invece abbiamo dovuto spendere milioni di euro in più - aveva raccontato -. Se l’avessi saputo non avrei mai deciso di andare a Quartu, mi sarebbe convenuto di più portare in charter i tifosi a Trieste per sempre e avrei evitato la prigione». Il processo è stato aggiornato al prossimo 17 ottobre quando inizieranno le prime arringhe dei difensori. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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