Sale la febbre per Ribery L’amico di Toni mette paura

Con la maglia del Bayern, in un match con la FiorentinaFranck Ribery: 36 anni, senatore del calcio francese, una vita di vittorie al Bayern, è già un idolo dei tifosi della Fiorentina
Con la maglia del Bayern, in un match con la FiorentinaFranck Ribery: 36 anni, senatore del calcio francese, una vita di vittorie al Bayern, è già un idolo dei tifosi della Fiorentina
Alberto Armanini 18.10.2019

Con Cristiano Ronaldo e la Juventus è andata male. Chissà se stavolta il pubblico del Rigamonti riuscirà ad avere il suo spettacolo per gli occhi e la sua ricompensa in punti. Brescia-Fiorentina vuol dire soprattutto Franck Ribery, ancora oggi, a trentasei anni appena compiuti, uno dei giocatori più forti al mondo. Vederlo in campo a Mompiano potrebbe essere un risarcimento (tardivo) per tutti coloro che speravano di fare il pieno di giocate e qualità già con la Juve di CR7. Il tutto senza perdere di vista la speranza di una vittoria-riscatto per il Brescia. Questo inizio di campionato è stato per il francese un piccolo capolavoro. Certo, la sua Fiorentina non è subito decollata, ma le prestazioni individuali sono state decisamente convincenti. Più di un quotidiano sportivo lo ha messo in cima a tutta la Serie A per rendimento, con una media voto tonda tonda, uguale al suo numero di maglia: 7. I numeri, 7 presenze, 2 gol, 1 assist, sono quelli di chi ha subito avuto un impatto positivo sul nuovo contesto e sul nuovo ruolo che Vincenzo Montella gli ha ritagliato. Non è più il Ribery laterale puro del Marsiglia, della nazionale francese e del Bayern, ma una seconda punta in grado di suggerire, rifinire e concludere. Con Federico Chiesa forma una coppia di assi veloci e tecnici, certamente un duo atipico rispetto ai tradizionali assortimenti. Tutt’altra cosa, per dire, rispetto alla partnership bavarese con Luca Toni. GIÀ, LUCA Toni. Un ex Brescia che ha messo il proprio zampino nel consigliare a «Scarface» Ribery il trasferimento in viola. Ma non solo. Ai tempi del Palermo, quando Eugenio Corini era suo compagno di squadra, l’attaccante campione del mondo si allenava con il preparatore Gianni Bianchi. Lo stesso che ha avuto Ribery al Bayern e lo sta seguendo anche in questa avventura in Toscana. Strani giri di uomini e di squadre che sono destinati a incrociarsi. PER GIANLUCA Nani, ex diesse del Brescia, l’affare Ribery alla Fiorentina è stato molto simile a quello che fece a suo tempo Gino Corioni con Pep Guardiola. «Non mi aspettavo un impatto così - ha dichiarato ieri -. Parliamo di un fuoriclasse. Nel suo ruolo di seconda punta, in cui serve velocità e agilità, non credevo di poterlo vedere così bene a 36 anni. È uno di quei giocatori che fanno la differenza, cambia le partite. Poi si è inserito subito, e nel modo giusto. Ci ha messo poco ad imparare l'italiano. Complimenti quindi a Daniele Pradè. Questa è la classica operazione che serve tantissimo a una Fiorentina. Mi riporta in mente quando portai Guardiola, ex capitano del Barcellona, a Brescia: andava a prendere Mareco e Stankevicius con la macchina e li portava al campo. Se Ribery prende da una parte Chiesa o Sottil, li fa crescere tantissimo. Questi sono giocatori che hanno le stimmate del campione». L’augurio del tifo bresciano è che Ribery possa essere solamente una gioia per gli occhi e non un dispiacere per la classifica. A Corini, alla difesa del Brescia e alla buona sorte il compito di limitarne il raggio d’azione nella gara di lunedì sera al Rigamonti. Di certo la sua presenza in campo darà ulteriore lustro a questa stagione della ripartenza e aumenterà la consapevolezza nei giocatori del Brescia - casomai servisse - che il palcoscenico, ora, è davvero uno dei più prestigiosi. Un contesto in cui val la pena restare a lungo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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