Questo Brescia lo sa
bene: si fa strada
solo col coraggio

Andrea Cistana imposta mentre Alfredo Donnarumma chiede il pallone FOTOLIVE
Andrea Cistana imposta mentre Alfredo Donnarumma chiede il pallone FOTOLIVE
Vincenzo Corbetta31.10.2019

Sì, è un momentaccio per il Brescia e il pericolo è che l’ambiente esterno si lasci prendere dallo scoramento, dal disfattismo. La visione delle partite di ieri sera fino al 90’ favoriva il pessimismo più spinto: Kouamé del Genoa batte Buffon con un tiro... sbagliato, il Lecce vince a Genova contro la Samp. Invece, nel recupero, ecco il pari blucerchiato e il rigore di Cristiano Ronaldo che beffa il Genoa. La zona salvezza resta lontana un punto e il Brescia ha una partita in meno, dunque virtualmente è in salvo.


I NUMERI non sono ancora drammatici ma un punto nelle ultime 5 partite, con il rinvio della gara contro il Sassuolo nel bel mezzo di questa serie nera, sono una tendenza da ritorno rapido in B. La sconfitta contro l’Inter aumenta la rabbia. Corini aveva gli uomini contati, sì: in difesa ha dovuto puntare su un deb assoluto, Mangraviti, l’anno scorso non sempre titolare nel Gozzano in C. E mancava di giocatori chiave come Chancellor e Dessena. Ma il Brescia era rimaneggiato anche nel secondo tempo, quando ha letteralmente preso a pallate la rivale più accreditata della capolista Juve. In sostanza: ha iniziato a giocare come sa solo dopo essere andata sotto. Troppo presto il Brescia si è consegnato all’Inter, tenendosi costantemente basso con il 3-5-2, lasciando Donnarumma e Balotelli praticamente da soli a lottare contro il trio difensivo di Conte (Godin-De Vrji-Skriniar).


NEL SECONDO TEMPO si è rivista la squadra dello scorso anno, senza fare cambi di alcun tipo. Un Brescia con il baricentro altissimo, con i difensori primi attaccanti e gli attaccanti primi difensori. Una squadra totale, che ha costretto l’Inter ad aggrapparsi ad Handanovic e a Lukaku, che in una delle poche sortite nerazzurre ha trovato il gol del 2-0, rivelatosi decisivo. Ma è giusto prendersi dei rischi se si sceglie di fare una gara di questo stampo. Ed era lo stesso Brescia timido e troppo presto in trincea di prima dell’intervallo. Solo questione di atteggiamento. Che non c’è stato a Genova col Genoa, nemmeno nel primo tempo di Napoli e contro il Milan ridotto al minimo. Ieri sera il Genoa ha affrontato la Juventus a Torino ribattendo colpo su colpo, al netto della fortunosissima carambola-gol di Kouamé; il Lecce ha aggredito dal 1’ la Sampdoria, che provava lo stesso disagio del Genoa sabato e inspiegabilmente non attaccato dal Brescia. Domenica a Verona le paure devono essere bandite. Il Brescia, che sta compatto con Corini (la gara contro l’Inter lo ha dimostrato), non può più permettersele.


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