«Questa Italia è stata programmata per i Giochi»

L’esultanza delle azzurre: in Germania un Mondiale da applausiLa nazionale italiana di ginnastica artistica sul podio a destra con la regina Stati Uniti e, a sinistra, la Russia, seconda classificata
L’esultanza delle azzurre: in Germania un Mondiale da applausiLa nazionale italiana di ginnastica artistica sul podio a destra con la regina Stati Uniti e, a sinistra, la Russia, seconda classificata
Folco Donati 10.10.2019

Folco Donati STOCCARDA (Germania) Il giorno dopo aver compiuto l’impresa è forse ancor più bello godersela. Dopo averci dormito sopra una notte, al risveglio è lampante la consapevolezza di averla combinata grossa. Giorgia Villa, Asia ed Alice D’Amato, Desiree Carofiglio, Elisa Iorio e Martina Maggio, ovvero l’Italia delle Fate, la magica squadra azzurra forgiata e diretta da Enrico Casella, è salita sul podio iridato della prova più difficile: la finale a squadre. Se salire sul tetto del mondo con una sola ginnasta comporta sempre e comunque aver compiuto un capolavoro, realizzarlo con sei ginnaste è assai più complicato. A confermarlo è lo stesso Enrico Casella, il regista della conquista della straordinaria medaglia di bronzo vinta nel Mondiale in corso a Stoccarda. «Il titolo di Vanessa Ferrari, quello che rimane la più grande impresa mai realizzata dalla ginnastica italiana – spiega il tecnico bresciano -, era stato figlio certo di grandi allenamenti, di un’accurata preparazione dell’evento, ma senza il talento, la bravura, il carisma della stessa Vanessa il Mondiale non lo avremmo mai vinto. Vincere con la squadra è diverso. Questo progetto, che chiamammo “Road to Tokyo” è nato cinque anni fa. Individuammo cinque-sei ginnaste del 2003, l’annata giusta per poter partecipare alle Olimpiadi giapponesi, e partimmo facemmo grossi investimenti. Economici, ma non solo. Queste ginnaste furono scelte perché avrebbero dovuto rappresentare l’Italia alle Olimpiadi e quello è sempre rimasto l’obiettivo primario. Certo per strada sono arrivati scudetti, titoli olimpici giovanili, titoli europei Junior, anche una medaglia assoluta continentale, ma nulla ci ha fatto distogliere l’attenzione dal traguardo. Qui a Stoccarda abbiamo solo raccolto il frutto di questa grande applicazione al lavoro che ha coinvolto ginnaste, allenatori, medici, fisioterapisti, dirigenti federali e societari. Ma il lavoro di questo gruppo è programmato per arrivare al top fra 9 mesi». IL TUTTO si è svolto sotto l’egida, lo sguardo attento e l’ottima regìa di Enrico Casella. A Brescia, a casa della Brixia. «Non tutto, però devo dire la gran parte sì – conferma il direttore tecnico della Nazionale -. Una delle fortune di questa squadra è stata quella che una buona parte di loro ha la stessa età. Villa, le due D’Amato e Iorio sono nate tutte nel 2003 e quindi hanno sempre gareggiato sin da piccole una contro l’altra. Poi cinque anni si sono riunite tutte alla Brixia e con loro abbiamo iniziato il percorso che adesso le ha viste salire sul podio. La nostra struttura a Brescia è perfetta per questa tipologia di allenamenti. C’è una palestra adeguata, che a dire il vero aspetta di essere ampliata nel suo progetto complessivo, abbiamo un’ottima foresteria ed una scuola privata di prim’ordine. Tutti elementi indispensabili per poter essere competitivi nel mondo». Oggi la rassegna iridata vedrà impegnate Giorgia Villa e Elisa Iorio, le due azzurre qualificate per la finale dell’All Around. Le due «brixiane» si misureranno nella prova che racchiude le migliori 24 ginnaste del mondo impegnate su tutti gli attrezzi del programma. La statunitense Simone Biles andrà alla ricerca della 22esima medaglia iridata della sua strepitosa carriera, con la connazionale Sunisa Lee che sembra potenzialmente indirizzata sul secondo gradino del podio. La francese Melanie De Jesus Dos Santos e la russa Angelina Melnikova, con il probabile inserimento anche della cinese Liu Tingting, potrebbero lottare per la conquista della medaglia di bronzo. Per Giorgia Villa calza alla perfezione il ruolo dell’outsider, mentre Elisa Iorio può puntare tranquillamente ad una classifica di mezzo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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