Prima no, poi nì,
infine sì: Joronen
fra i pali del Brescia

Matteo Gabbia, 19 anni, difensore del Milan: è nel mirino del Brescia
Matteo Gabbia, 19 anni, difensore del Milan: è nel mirino del Brescia
Gian Paolo Laffranchi 11.07.2019

Di lui si sa già tutto. Del resto era virtualmente un giocatore del Brescia già tre settimane fa. Poi, sembrava tutto sfumato. In realtà, l’operazione era solo congelata. Il presidente l’ha tolta dal freezer ieri, rompendo gli indugi dopo una notte di riflessione. Decidendo che sì: Jesse Joronen è l’uomo giusto per difendere la porta del Brescia. Il numero uno che serve per affrontare la Serie A trasformando la difesa in un bunker. La svolta di Cellino ha un prezzo: 5 milioni di euro, tanto arriverà nelle casse del Copenaghen che in Joronen ha sempre creduto, tanto che l’avrebbe tenuto pure volentieri. L’altro giorno l’ha pure impiegato nel test amichevole contro l’NK Osijek. Serviva una cifra consistente, per convincere il club danese a lasciarlo partire. Il Brescia l’aveva già offerta in giugno. Poi l’affare era stato stoppato da una discussione con l’agente del giocatore. Risolto questo problema, Cellino non ha visto più nodi da sciogliere.

 

SARÀ DUNQUE il finlandese l’estremo difensore della squadra di Eugenio Corini. Il secondo acquisto dell’estate dopo quello dell’attaccante francese Florian Ayé, presentato ufficialmente ieri mattina allo store di via Solferino. Joronen ha firmato un contratto triennale. Non è ancora ufficiale soltanto per questioni formali legate a documenti che saranno al loro posto nelle prossime ore. Sarà prestissimo agli ordini del tecnico bagnolese, pronto a mettersi a disposizione del suo nuovo club. Si presenta con credenziali incoraggianti, agli occhi degli addetti ai lavori e anche dei tifosi. Classe 1993, alto come un giocatore di basket (197 centimetri), il 30 agosto ha cacciato l’Atalanta dall’Europa League dopo uno 0-0, eroe ai calci di rigore con una parata decisiva su Cornelius.

 

QUANDO IL GIOCO si fa duro, JJ dà il meglio di sé. Si ripensi a un episodio significativo, nel preliminare con i connazionali del Kups: persi due denti in un’uscita, ci ha rimesso due denti in un’uscita, si è rialzato e nel finale è risultato decisivo con una parata-qualificazione. Chissà se, dopo Ayé e Joronen, il Brescia continuerà a sondare il mercato internazionale a caccia dei rinforzi che servono per adeguare la rosa alla Serie A. Di sicuro il presidente del Brescia - ieri sera ospite della festa della Curva Nord al centro sportivo di Cellatica - proverà ad assicurarsi il centrale che serve alla squadra dopo il ritorno di Simone Romagnoli all’Empoli: un elemento-guida, capace di innalzare il livello di esperienza dell’undici che dovrà reggere di volta in volta all’urto di avversari di Serie A. Il che non implica l’esclusione dell’arrivo anche di un giovane come può essere l’Under 20 Matteo Gabbia dal Milan.

 

INTANTO è tornato in città Sandro Tonali. Il playmaker della nazionale Under 21, già nel giro dell’Italia maggiore di Roberto Mancini, piace a mezza Serie A, in particolare a tutte le «big». E al Paris Saint Germain. La somma di cui si parla è sui 30 milioni di euro. Resterà? Non resterà? Cellino ha sempre detto di non volerlo cedere. Per adesso non dovrebbe muoversi, dunque, il centrocampista cresciuto nel vivaio che è sicuramente destinato ai grandi palcoscenici. Per la mediana, si parla di uno svincolato come José Mauri del Milan. Ma il centrocampo non è in cima alle priorità del Brescia, che ha bisogno innanzitutto di un difensore forte e poi di un attaccante per completare il reparto offensivo. Di sicuro sarà osservato con attenzione particolare Florian Ayé nelle prossime settimane. Un suo inserimento efficace in breve tempo renderebbe meno pressante il bisogno di una punta forte in più nella rosa affidata a Corini per condurre in porto la missione salvezza.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

1 2 3 4 5 6 >