Prandelli scelto nel nome di Vicini «È un onore davvero speciale»

Alberto Giori 15.10.2019

In linea teorica la panchina sarebbe fatta per sedercisi sopra, ma ieri a Palazzo della Loggia non si poteva far altro che alzarsi per applaudire il meglio del meglio degli allenatori bresciani. Tra questi, oltre al tecnico del Brescia Eugenio Corini, spicca il nome di Cesare Prandelli, ospite d'onore della serata giunto per ritirare il premio speciale intitolato ad un altro allenatore indimenticabile come Azeglio Vicini. Una categoria, quella degli allenatori, troppo spesso nel mirino della critica e a cui non sempre sono riconosciuti i meriti dei successi delle proprie squadre. A ripagare di tanti sforzi e sacrifici pensa il premio dell'Aiac della «Panchina d'Oro» organizzato da Gian Paolo Dosselli, giunto alle ventitreesima edizione, che ieri nel salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia ha passato in rassegna il meglio del calcio della provincia partendo dai settori giovanili, con un riconoscimento doveroso agli allenatori che si sono imposti nel Trofeo Bresciaoggi, passando per i professionisti con ben due meritati premi per Eugenio Corini, miglior allenatore anche in assoluto, per chiudere con l'eterogeneo mondo del calcio dilettantistico dalla serie D alla Terza Categoria. TANTI anche i premi speciali, come quello del Fair Play assegnato ad Alessandro Testa della Virtus Feralpi Lonato e quello della solidarietà consegnato a Francesco Pellegrini e alla Feralpisalò per il progetto «Senza di me che gioco è» che ha permesso a tanti ragazzi disabili di avvicinarsi al gioco del calcio. Emozioni più intense quando sul palco sono chiamati due tecnici che al Brescia hanno scritto pagine importanti come Adriano Cadregari, che con la Primavera del Brescia conquistò nel 1996 un trofeo di Viareggio davvero indimenticabile, e il già citato Eugenio Corini, che dopo 8 anni di attesa ha riportato il Brescia in A. IL MOMENTO più toccante della serata è giunto quando sul palco sono saliti Gianluca Vicini e Ines, moglie di Azeglio, per premiare con il riconoscimento speciale intitolato all'ex tecnico di Italia ’90 un altro bresciano che con la Nazionale ha scritto pagine importanti come Cesare Prandelli: «Essere qui nel nome di Azeglio è qualcosa di davvero speciale - dice con emozione il tecnico di Orzinuovi -. Credo che avrebbe meritato più considerazione, ma il tempo mette sempre le cose a posto e ora lo si sta rivalutando riconoscendo i suoi innumerevoli meriti. Ricevere questo riconoscimento è un onore». Serata che raccoglie il meglio di un calcio bresciano che conferma il proprio ottimo stato di salute: un movimento che si mantiene sempre ai vertici per numeri e risultati nel panorama nazionale. «Sono tante le squadre che stanno portando in alto il nome di Brescia - prosegue Cesare Prandelli -. Ma non dimentichiamoci dei settori giovanili che ogni anno danno la possibilità ai talenti di esprimersi e a tanti ragazzi di fare esperienze fondamentali per la loro crescita». Un giovane in particolare sta facendo sognare tutta Brescia: Sandro Tonali. Anche da Cesare Prandelli arriva l'investitura per uno dei talenti più interessanti del calcio italiano: «La cosa che mi fa ben sperare è che, per quel che ho visto, mi sembra un bravo ragazzo e una persona a modo - conclude l'ex ct dell'Italia -. Ha delle doti eccezionali, ma se continua a lavorare come sta facendo ha ancora dei margini di crescita incredibili. Non bisogna mettergli troppa pressione, ma lo vedo destinato a una grande carriera. Per quest'anno la cosa importante è che dia il proprio contributo per salvare il Brescia». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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