La nonna, il Milan,
l’azzurro Tonali,
il talento senza limiti

La grande festa a casa Tonali, a Sant’Angelo Lodigiano, dopo il debutto di Sandro FOTOLIVE / Fabrizio Cattina
La grande festa a casa Tonali, a Sant’Angelo Lodigiano, dopo il debutto di Sandro FOTOLIVE / Fabrizio Cattina
Alessandro Maffessoli17.10.2019

Umiltà, impegno e uno spirito di sacrificio fuori dal comune. Un credo nel quale sono racchiusi tutti i segreti del successo di Sandro Tonali. Un ragazzo che non ha paura di crescere, che non sente il peso della responsabilità e che dimostra di non essersi mai dimenticato del suo mondo. Un universo che ruota attorno alla famiglia e che ha in Sant’Angelo Lodigiano la sua casa. È qui che ha inizio la storia di «Sandrino», eletto ad eroe, beniamino e rappresentante di un paese intero. La passione per il calcio se la porta dentro sin dalla più tenera età, mostrando subito una grande simpatia per il Milan. I primi calci al pallone li tira nel San Rocco 80, una squadra oratoriale con sede all’interno delle mura della città santangiolina. Sandro ha solo sei anni, ma le sue qualità non passano inosservate. Il suo primo salto di qualità lo vede protagonista, quando era ancora tra i Pulcini, con la maglia della Lombardia 1, oggi centro tecnico Milan Academy. Poi è con il Piacenza che si mette in mostra il gioiellino lodigiano. È l’inizio della svolta che arriverà con il successivo trasferimento al Brescia.


NEL 2010 i biancazzurri partecipano al «Torneo Unicef» di Lodi. In panchina c’è Gianluca Balestri, tecnico di origine emiliana che rimane abbagliato dalla classe mostrata da Sandro Tonali. «Personalità, classe da vendere: non avevo mai visto un giocatore di soli 10 anni così forte» ha spiegato Balestri, che non ha esitato nel segnalare il talento di «Sandrino» a Roberto Clerici. È fatta. Il Brescia si assicura un futuro campione. Il resto fa parte della storia recente. Il 26 agosto 2017 entra nei venti minuti finali ad Avellino alla prima di campionato e debutta in serie B: il Brescia perde 2-1 ma Tonali incanta. A Salerno, il 28 aprile 2018, segna il suo primo gol da professionista per poi chiudere la stagione da protagonista e con la salvezza in tasca. L’anno successivo, dopo aver sfiorato la vittoria all’Europeo Under 19 con l’Italia (azzurri ko di misura nella finale contro il Portogallo), è quello della consacrazione. In B domina la scena in ogni confronto e contribuisce tra gol (3) e assist (7) all’atteso salto di categoria. In mezzo, con il Brescia in piena lotta per la promozione in A, viene convocato per la prima volta nella nazionale maggiore da Roberto Mancini. È il 20 novembre 2018, a Genk (Belgio) si gioca l’amichevole tra Italia e Stati Uniti. «Sandrino» si scalda per tutto il secondo tempo, ma non riesce a debuttare. Mamma Maria Rosa, papà Giandomenico, i fratelli Enrico e Matilde e la mitica nonna Gina, martedì sera rimasta a Sant’Angelo Lodigiano per fare gli onori di casa, sono in prima linea alla «Luminus Arena».


A CASA gli zii e i cugini lo incitano. A fine gara la potenziale delusione lascia subito il posto alla speranza di vedere presto Sandro Tonali tra i convocati azzurri. Un altro inequivocabile segnale, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che mette ancor più in evidenza i valori di una famiglia molto unita. Il grande momento è poi arrivato. Il cambio con Bernardeschi a Vaduz contro il Liechtenstein. Un momento che la famiglia Tonali-Crivellari attendeva da tanto tempo. È il sogno che si realizza. Nonna Gina davanti al televisore trattiene a stento le lacrime per la commozione. Sandro ce l’ha fatta. E siamo solamente all’inizio. «Siamo felicissimi per questo esordio - commentano zii e cugini poco dopo il suo ingresso in campo -. Ma volete sapere cosa ci rende più orgogliosi in assoluto? Il fatto che Sandro non sia mai cambiato fuori dal campo. Quando può torna nel suo oratorio, frequenta gli amici di sempre: è un ragazzo che tiene molto alle sue origini». Trasformando di fatto la sua Sant’Angelo in un feudo biancazzurro.


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