Il cartellino di Mario Rigamonti è in vendita per 12 mila euro

Il cartellino di  Rigamonti: in vendita su Facebook per 12 mila euroIl retro del cartellino, coi timbri delle stagioni ’38-39, ’39-40 e ’40-41
Il cartellino di Rigamonti: in vendita su Facebook per 12 mila euroIl retro del cartellino, coi timbri delle stagioni ’38-39, ’39-40 e ’40-41
Alberto Armanini 05.10.2019

Il primo prezzo di vendita non è durato nemmeno 24 ore. Dai 12mila euro di partenza si è passati in un lampo agli attuali 1.234.567.890. Una cifra immaginaria, chiaro. Un modo per indurre gli interessati a scrivere un messaggio privato e chiedere informazioni più specifiche al venditore. Saggio! Un oggetto così merita tutta l’attenzione del caso da parte di esperti, appassionati e, perché no, pure di un paio di società di Serie A. I nomi? Brescia e Torino, chi se no? L’annuncio è stato pubblicato su uno dei tanti «marketplace» di Facebook da Andrea Averoldi, trentenne di Castenedolo. L’oggetto è il cartellino di Mario Rigamonti. Sì, lo stesso Mario Rigamonti a cui è intitolato da sempre lo stadio di Brescia. Uno dei campioni che hanno trovato la morte a Superga con il Grande Torino la sera del 4 maggio 1949. All’epoca uno dei giocatori più forte d’Italia. Oggi uno degli immortali del calcio tricolore. Va da sé che il suo cartellino, originale e con i timbri dell’epoca, sia un pezzo unico e raro. COME PER MOLTI oggetti di culto, chi lo vende non è il proprietario effettivo ma un intermediario che si è affidato alla potenza divulgativa dei social. Il padre di un amico lo ha trovato facendo ordine nel suo magazzino e si è rivolto a lui per metterlo in vendita. Da qui l’annuncio su Fb (e non solo) con una cifra di partenza definita: 12mila euro. Troppi? Troppo pochi? Le immagini sono inequivocabili. Matricola 03375, Associazione Calcio Brescia. In alto a sinistra il simbolo del Coni con il fascio littorio e la dicitura Federazione Italiana Giuoco Calcio. In basso la firma del presidente della Figc Giorgio Vaccaro. L’autenticità non può essere messa in discussione: il tutto è corredato da timbri in rilievo perfettamente leggibili e un involucro di plastica lo rende intatto. Ma è il retro la parte più interessante. I timbri si riferiscono alle stagioni 1938-39, 1939-40 e 1940-41, le 3 che Rigamonti giocò con il Brescia prima di passare al Grande Torino. E qui scatta la domanda delle domande. Quanto pagò quel cartellino la società granata? Più o meno dei 12mila euro di Facebook? Le cronache riferiscono che l’affare fu chiuso per 25 mila lire dell’epoca. Stando alla conversione storica lira-euro (certificata e verificabile sul sito inflationhistiry.com) si tratta precisamente di 16.115,38 euro di oggi. Solo 4mila in più di quelli chiesti su Facebook dal venditore. La cui ricerca di un acquirente continua. Chi si farà vivo? Magari Brescia e Torino ci stanno già facendo un pensierino, anche se tra i commenti del post sul «marketplace» «Compro, vendo e scambio a Brescia» c’è chi ha una soluzione alternativa: «Non venderlo ma incorniciarlo e donarlo perché sia esposto allo stadio di Mompiano». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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