Iaconi pensa positivo «Questo Brescia ha tutto per salvarsi»

Andrea Iaconi: ha 66 anniMarco Giampaolo,  Max Allegri e Giovanni  Galeone: gli allievi e il maestro con il giornalista Pierpaolo Marchetti, immortalati da Andrea Iaconi
Andrea Iaconi: ha 66 anniMarco Giampaolo, Max Allegri e Giovanni Galeone: gli allievi e il maestro con il giornalista Pierpaolo Marchetti, immortalati da Andrea Iaconi
Gian Paolo Laffranchi 16.06.2019

La foto del momento l’ha scattata lui. «Mancava solo Sarri: arriva martedì o mercoledì», sorride Andrea Iaconi in collegamento da Giulianova. Racconta volentieri la cena di cui parlano tutti, con Marco Giampaolo (neo allenatore del Milan), Max Allegri (non più della Juventus) e Giovanni Galeone (maestro di entrambi). Anche perché «una chiamata che arriva da Brescia è sempre gradita»; e perché a quella cena «si è parlato di Brescia». Perché mai Giampaolo e Allegri avrebbero dovuto parlare di Brescia con Galeone? Se ne è parlato perché Allegri dopo averlo avuto come presidente è rimasto fan di Cellino: si capiscono, sono due che vincono. Allegri poi adesso a Brescia è un po’ di casa, per via della sua fidanzata: doveva venire a cena anche Ambra, ma è stata trattenuta da un impegno a Milano. Chi altro c’era alla cena? La moglie di Marco Giampaolo, Luisiana, mia moglie Maddalena, e il giornalista in pensione Pierpaolo Marchetti. Una cena fra amici. Parlando anche del grande campionato fatto dal Brescia. Cosa ne pensa? Che è stato fatto un capolavoro! Cellino ha preso la società e fa calcio. Ha fatto il centro sportivo, riammodernerà lo stadio. Strutture, settore giovanile, plusvalenze, risultati: le 4 componenti del calcio moderno le ha centrate tutte. Chi ha fatto altrettanto? Lei ha lavorato quasi 4 anni col Brescia: come si sarebbe trovato con Cellino? Premetto che ho un ottimo rapporto con lui: ultimamente lo sento poco anche perché non lavoro più, ma prima ci sentivamo spesso. Presto lo verrò a trovare: sto dando una mano al Teramo, ci sono dei giovanissimi del Brescia che interessano. Ma non potrei essere un dirigente di Cellino, durerei 10 minuti. Devo avere autonomia massima. Corioni me l’ha data e io ho fatto tutto quello che potevo, nel bene e nel male: meriti e demeriti sono stati miei. Corioni aveva talento e intuizione, la sua gestione era più familiare. Cellino come tutti ha i suoi difetti, ma uno è dei pochi talenti, direi 4 o 5, fra i presidenti italiani. È un imprenditore di calcio. Il suo pupillo, Stefano Cordone, sta crescendo in seno al Brescia. Perché è un fenomeno, come Cellino! Ha resistito a Sagramola, sta crescendo e crescerà ancora. Può lavorare bene, come ha fatto Marroccu. Marroccu è stato licenziato. E un agente suo amico, Giuffredi, vuol portare via da Brescia Donnarumma, Martella e Ndoj perché non è più gradito a Cellino. Solo i diretti interessati sanno come stanno le cose. Ma quei tre non sono indispensabili. Donnarumma in A farebbe fatica. Gli altri, pure. Chi sono gli indispensabili? Innanzitutto Tonali, che è un discorso a parte. Cistana, Bisoli e Torregrossa. E non lo dico perché sono arrivati quando c’ero io. Suo fratello Ivo ha detto che se non fosse stato esonerato 5 anni fa il Brescia si sarebbe salvato. Io non faccio il mago. I fatti però parlano sempre. E cosa dicono? Che Cellino è una garanzia di salvezza in Serie A. Il Brescia ha tutto per salvarsi. E ne sono felice, perché a Brescia ho lasciato il cuore.

1 2 3 4 5 6 >