Fortino o trappola? Il
Brescia prova a
riprendersi casa sua

Jesse Joronen: alla prima stagione da portiere del Brescia FOTOLIVE
Jesse Joronen: alla prima stagione da portiere del Brescia FOTOLIVE
Gian Paolo Laffranchi 02.10.2019

Era l’1 maggio, c’era il sole e Daniele Dessena segnava il gol più importante della sua carriera. Una zampata da Serie A. In quella fotografia c’è l’ultimo momento felice del Brescia fra le mura di casa sua. Da allora, terra di conquista. Tre partite, tre sconfitte. E servono a poco, consolano zero, i complimenti ricevuti, le pacche sulle spalle, gli attestati di stima per le buone prove contro squadre più blasonate. Il trend negativo era cominciato 4 mesi fa: 11 maggio, partita da giocare per il bello di giocarla a promozione già celebrata, con gli avversari del Benevento proiettati verso i playoff (dove sfumeranno i loro sogni di promozione). Sconfitta per 3-2, con i campani a segno grazie a una doppietta di Armenteros e a Roberto Insigne, mentre un’autorete firmata Di Chiara e Bisoli mettono anche il timbro biancazzurro nel tabellino dei marcatori. Non cambia la sostanza. Dopo un commiato che è un pizzico d’amarezza in fondo alla gola, niente che possa cancellare la dolcezza infinita di un campionato vinto, quest’anno la casella punti nelle gare casalinghe è desolatamente vuota. Tutto questo dopo 2 incontri, entrambi persi con rammarico. Contro il Bologna, il 15 settembre, alla «prima casalinga» dopo le trasferte di Cagliari e Milano (3 punti, un gol fatto e uno incassato), una giostra di emozioni e reti. Scendendo si è fatto male solo il Brescia, scivolato da 3-1 a 3-4: inutili le reti di Donnarumma (doppietta) e Cistana, vanificate dalle prodezze di Bani, Rodrigo Palacio e Orsolini, con un autogol di Sabelli. Una rimonta clamorosa, subita dopo l’espulsione di Dessena (fino a quel momento la squadra di Eugenio Corini era in controllo). Contro la Juventus, il 24 settembre, altra ottima partenza con il solito Donnarumma, a bersaglio al primo pallone toccato, e altra rimonta sul groppone, stavolta agevolata da un autogol di Chancellor. Nella ripresa la punizione in due tempi trasformata da Pjanic. ADESSO arriva il Sassuolo e il Brescia deve cambiare passo. Correre forte non serve tanto, se gli altri corrono di più e arrivano al traguardo. Bisogna studiare un modo per andare più veloce, ma anche una maniera per mettere i bastoni fra le ruote ai rivali, altrimenti il rischio è diventare una di quelle squadre simpatia che al tirar delle somme tornano da dov’erano venute. Un destino che il Brescia ha tutte le possibilità di poter evitare. Fortino un tempo, trappola da 4 mesi, lo stadio di Mompiano attende la formazione del bresciano Roberto De Zerbi con una certezza: i punti venerdì pesano doppio. Per sperare di prenderne 3 bisogna ridurre il rischio gol-preso. L’unico modo è abbassare il numero di tiri incassati: nelle prime due uscite casalinghe della stagione il Brescia ha rimediato brividi in serie, con 6 gol al passivo (media: 3 a incontro), laddove in trasferta ne ha subiti la metà (3, media 0.8 a match), ricevendo 41 conclusioni in porta, 20,5 di media per partita. Record negativo in Serie A. Da questo nodo bisogna ripartire. Sciogliendolo, si può avvicinare d’un passo il traguardo-salvezza. Che - lo hanno detto queste prime 6 giornate di campionato - è assolutamente alla portata. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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