Due piani di battaglia per sbancare il Bentegodi

G.P.L. 02.11.2019

Quale Brescia a Verona? Un’ipotesi si staglia all’orizzonte, ma più di una aleggia e si pone come plausibile. C’è ancora un allenamento, una rifinitura che non servirà solo ad attestare la condizione dei giocatori, formando la griglia del gran premio in vista dell’Hellas: in prima fila i disponibili in piena forma, in seconda i disponibili non al top, in terza i convalescenti. Di sicuro ai box restano Torregrossa, non ancora recuperato dopo 2 mesi di stop; Joronen, ammaccato a Marassi e non ancora abile e arruolabile; Chancellor, che avrà bisogno di una decina di giorni per smaltire le noie muscolari; Dessena, lungodegente atteso ormai nel 2020. Gli altri? Magnani ormai è in gruppo, quindi sulla carta prossimo - finalmente - all’esordio con la maglia del Brescia in Serie A, piatto forte dopo l’antipasto della Coppa Italia (indigesto, contro il Perugia, fra eliminazione e infortunio). Ndoj è già tornato in campo nella ripresa contro l’Inter, martedì sera. Anche Martella è pienamente a disposizione. E - sorpresa di questi ultimi giorni - può tornare in pista anche Tremolada, che non si opera alla spalla e ha disputato una partitella (segnando). A QUESTO PUNTO, l’allenamento in programma a Torbole Casaglia diventa uno snodo importante per capire quale potrà essere la formazione da schierare in un match particolarmente delicato per le sorti della corsa-salvezza. Le indicazioni offerte dalla partita con l’Inter possono indurre il tecnico Corini a non considerare l’utilizzo della difesa a tre come una soluzione estemporanea. L’undici schierato contro Lukaku e Lautaro Martinez ha sofferto le prodezze dei due singoli dell’attacco nerazzurro, ma ha retto discretamente l’urto nel complesso, subendo pochi tiri in porta, concedendo meno di quanto lasciasse come margine di rischio la difesa a quattro impiegata fino a martedì sera. A 4 il Brescia è più portato ad attaccare, con i terzini che salgono a sovrapporsi e un trequartista alle spalle di due punte. La controindicazione che salta all’occhio è il rischio di uno contro uno al quale possono essere esposti i difensori centrali. A 3 la squadra di Corini può ritrovarsi allungata, com’è successo all’inizio contro l’Inter, coi centrali schiacciati all’indietro e le punte scollegate davanti. Questione, certo, anche di interpretazione, visto che una volta incassato lo svantaggio il piccolo Brescia ha letteralmente preso a pallate la grande Inter. Le ipotesi più plausibili, ora come ora, prevedono innanzitutto un 3-5-2 simile a quello di martedì, con Alfonso in porta, Cistana, Gastaldello (o Magnani) e Mangraviti difensori, Sabelli e Mateju (o Martella) laterali, Bisoli, Tonali e Romulo centrocampisti, Balotelli e Donnarumma punte. Assetto che può diventare anche 3-5-1-1, se torna titolare Ndoj da mezz’ala e Romulo, jolly della compagnia, sale trequartista a supporto di SuperMario. Se si difende a 4, c’è posto per un centrale di meno e Ndoj gioca assieme a Romulo. Le alternative, anche in emergenza, non mancano. Rispetto a Spalek e Ayé Matri ha avuto finora pochi minuti, e Morosini è addirittura sparito dai radar. Per il centrocampo c’è anche Zmrhal, che può fare la mezz’ala o il trequartista. Variazioni per un tema che vuol risultare vincente. • © RIPRODUZIONE RISERVATA