Corini vs De Zerbi: guai ai vinti

Eugenio Corini: guida il Brescia
Eugenio Corini: guida il Brescia
V.C. 01.10.2019

Brescia-Sassuolo non può che essere il derby tra gli unici due allenatori bresciani della Serie A. Un motivo d’orgoglio per Eugenio Corini e Roberto De Zerbi, cuori biancazzurri da sempre. L’anticipo della settima giornata cade in un momento delicatissimo per entrambi. Brescia e Sassuolo hanno 6 punti, sono appena sopra la zona rossa. E venerdì chi sbaglia rischia di ritrovarsi nelle sabbie mobili. Brescia-Sassuolo diventa, inevitabilmente, un «mors tua vita mea», un derby fratricida tra tecnici bresciani. In sostanza: chi perde la sfida di Mompiano, mette in gioco la panchina. Lo stesso destino di Aurelio Andreazzoli e Marco Giampaolo in Genoa-Milan, salvo decisioni delle prossime ore. PERCHÉ CORINI E DE ZERBI potrebbero saltare in caso di sconfitta nello scontro diretto? Corini ha un presidente, Massimo Cellino, che storicamente non esita a cambiare e la cui pazienza è piuttosto limitata. De Zerbi è alla guida del Sassuolo che ha ben altre ambizioni. Nel mercato estivo le loro rose sono state irrobustite soprattutto in attacco: Corini, oltre a Donnarumma e Torregrossa, artefici del trionfo in B, ha avuto Balotelli, Matri e, anche se non è una punta, Romulo; De Zerbi ha in più un cannoniere di vaglia come Caputo, 16 reti la scorsa stagione a Empoli e capocannoniere della B 2017-18 con 26 centri, e Defrel. Con l’aggiunta di Berardi, già 5 gol. Il ruolino della due squadre è identico: 2 vittorie e 4 sconfitte in 6 partite. Il Brescia, però, è una matricola che ha come obiettivo la salvezza. Ha ritrovato la Serie A dopo ben 8 anni di assenza, si è dovuta riadattare a tante cose. Ha incontrato Juventus e Napoli: ha perso ma se l’è giocata (o se l’è giocata ma ha perso: dipende dai punti di vista; ha vinto le gare che doveva (in trasferta: Cagliari e Udinese); ha perso una partita in pugno (contro il Bologna al Rigamonti) per un episodio inatteso, l’espulsione di Dessena, dopo la quale il Brescia è passato dal 3-1 al 3-4. Il vero rimpianto - e su queste colonne non è da oggi che viene debitamente sottolineato - è il non aver azzannato il Milan, non aver nemmeno provato ad approfittare del Diavolo mostratosi poverissimo già alla seconda giornata. A San Siro, il Brescia ha perso un’occasione irripetibile e il prosieguo del campionato lo sta dimostrando. I ko contro Juventus e Napoli hanno esaurito il tesoretto accumulato con i blitz di Cagliari e Udine. Contro Sassuolo e Fiorentina, entrambe in casa, d’obbligo un bottino minimo di 4 punti per restare in media. Altrimenti, il rischio di un cambio sarebbe serio. Per Corini. Ma nemmeno De Zerbi è in una botte di ferro dopo la resa senza condizioni con l’Atalanta. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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