Corini: «Sempre
in partita. E
potevamo pareggiarla»

Eugenio Corini: alla seconda stagione da allenatore del Brescia, ex centrocampista del Napoli FOTOLIVE
Eugenio Corini: alla seconda stagione da allenatore del Brescia, ex centrocampista del Napoli FOTOLIVE
30.09.2019

NAPOLI Eugenio Corini, che da giocatore era un centrocampista di vaglia, da allenatore è allo stesso tempo difensore e attaccante. Un paradosso? La nemesi che abbraccia una carriera di cui andare orgogliosi? L’inizio dell’analisi post gara di Corini è sulla difensiva: «Io non sono d’accordo con il giudizio che quasi all’unanimità sento della nostra prestazione a Napoli - la premessa dell’allenatore del Brescia. Nel primo tempo i nostri avversari hanno fatto le cose che sanno fare bene anche contro i grandi club». VENGONO IN MENTE la prodigiosa rimonta contro la Juventus (da 0-3 a 3-3 prima della beffa finale dell’autorete di Koulibaly) e soprattutto il 2-0 al Liverpool campione d’Europa 10 giorni fa al San Paolo: «Quando abbiamo avuto il pallone tra i piedi, anche nel primo tempo abbiamo giocato con coraggio. Uscivamo spesso dalla prima pressione del Napoli, creavamo i presupposti per essere pericolosi». Ma in campo c’erano avversari abbonati al secondo posto in classifica e ormai clienti fissi dell’Europa: «Una squadra come il Napoli, con la sua tecnica che la porta a un palleggio di grande qualità, può mandarti fuorigiri - ammette Corini -, ma nonostante le difficoltà siamo arrivati a 10 secondi dalla fine del primo tempo con la gara in bilico». Sul 2-0 di Manolas il tecnico del Brescia rivendica alla squadra «il merito di non essere crollata, ma di avere messo il pallone a terra. Con grande personalità abbiamo ripreso a giocare come sappiamo, abbiamo creato i presupposti per pareggiare. Peccato». Ma il vero peccato è il gol annullato a Tonali e qui emerge l’attaccante che c’è nel tecnico Corini, «e non solo perché era proprio un grande gol. Il guardalinee era a 2 metri dall’azione, l’arbitro a 5. Erano, quindi, nelle condizioni ideali per giudicare al meglio. Chi meglio di loro poteva decidere che l’azione era regolare? Che bisogno c’era di affidarsi alla Var. Faccio fatica a credere che in un caso come questo sia necessario il supporto della tecnologia». Il possibile 2-1 è stato vanificato dalla Var al 5’ della ripresa: «E poteva essere davvero un grave problema per il Napoli - e il tono di Corini non nasconde il rammarico -. Ci abbiamo provato fino alla fine, si poteva pareggiare e lo avremmo meritato». RESTA quel primo tempo di sofferenza. Forse, al 4-4-2 di Ancelotti, andava contrapposto un modulo speculare: «Se vogliamo giocare a calcio, non dobbiamo pensar a difendere e ad adattarci all’avversario - ribatte l’allenatore dei biancazzurri -. Bisogna essere coraggiosi. Bisogna portare avanti le nostre idee, mantenere la nostra identità anche nei momenti di grande sofferenza». Il nostro secondo tempo è stato di personalità e coraggio. Ci abbiamo provato, la spinta è stata continua. Complessivamente potevamo portare a casa qualcosa. Ai miei ragazzi nel dopogara ho detto che dobbiamo lavorare su quel quid che è mancato in queste ultime due partite. La gara vera ora è con il Sassuolo. Voglio vedere in campo la crescita che questa squadra sta facendo». E a Mompiano sarà duello bresciano di panchine con Roberto De Zerbi: «Sì, il Sassuolo è in un momento di difficoltà ma De Zerbi ha carattere oltre che idee - la conclusione del tecnico biancazzurro -. Dunque, troveremo un’avversaria molto organizzata». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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