Corini ora raccoglie premi e studia il rilancio del Brescia

Eugenio Corini, Roberto De Zerbi e Gian Paolo Dosselli dell’Aiac
Eugenio Corini, Roberto De Zerbi e Gian Paolo Dosselli dell’Aiac
Vincenzo Corbetta 05.10.2019

Eugenio Corini inizia a raccogliere i frutti di quanto seminato la passata stagione. Lunedì 14, a Palazzo Loggia, la sezione bresciana dell’Associazione allenatori gli consegnerà un riconoscimento per avere portato il Brescia in A. E come lui saranno premiati tutti i tecnici della provincia vincitori di campionati fino alla categoria giovanissimi. L’AIAC provinciale, presieduta da Gian Paolo Dosselli, dovrà assegnare anche la «Panchina d’oro» bresciana. E chi meglio di Corini, profeta in patria, capace di prendere in mano il Brescia in corsa e di portarlo, con una cavalcata entusiasmante, in Serie A? La scorsa stagione, tanto per dire, la «Panchina d’oro» venne assegnata a Roberto De Zerbi, la stagione prima... retrocesso con il Benevento. Ma era l’unico allenatore bresciano in A e con il Sassuolo stava facendo bene, la motivazione dell’Aiac. Stavolta non ci dovrebbero essere dubbi. Difficile che De Zerbni conceda il bis. E l’altro bresciano che la scorsa stagione sedeva su una panchina del massimo campionato, Cesare Prandelli, non è che abbia fatto sfracelli. Tutt’altro. Il suo Genoa, infatti, si è salvato all’ultima giornata con lo 0-0 nello scontro diretto con la Fiorentina. DUNQUE, via libera a Corini? Si saprà solo il giorno della premiazione, lunedì 14, nel salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia. La «Panchina d’oro» a Corini, che lo scorso anno ricevette il premio dedicato ad Azeglio Vicini, sarebbe un riconoscimento strameritato per un allenatore che ha saputo ridare entusiasmo a una piazza e a una squadra troppo abituate a una mentalità di piccolo cabotaggio. E sarebbe un premio che nobiliterebbe non solo il diretto interessato e il Brescia, ma anche chi lo consegna. L’Aiac mai come in questo caso affermerebbe e consoliderebbe la vicinanza al movimento bresciano con una scelta che avrebbe il favore di tutti. Intanto Corini progetta il rilancio del Brescia, costretto allo stop forzato per il rinvio della gara casalinga contro il Sassuolo, programmata per ieri sera, a causa della morte del patron emiliano Giorgio Squinzi. Dopo i risultati di oggi e domani, il Brescia potrebbe ritrovarsi in zona rossa per la prima volta dall’inizio. Alla ripresa c’è il posticipo di lunedì 21 al «Rigamonti» contro la Fiorentina di Ribery. Dopo i 2 stop contro Juventus e Napoli, urge ripartire. Anche in questo caso bisogna raccogliere i frutti. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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