Corini individua il pericolo «Brescia, niente è scontato»

La Curva Nord stracolma per una gara interna del Brescia: domani per la sfida contro la Salernitana lo stadio di Mompiano sarà pieno per spingere la squadra di Eugenio Corini a un passo dalla promozione diretta in Serie A FOTOLIVEAlfredo Donnarumma, 28 anni: per il bomber  24 reti in campionato
La Curva Nord stracolma per una gara interna del Brescia: domani per la sfida contro la Salernitana lo stadio di Mompiano sarà pieno per spingere la squadra di Eugenio Corini a un passo dalla promozione diretta in Serie A FOTOLIVEAlfredo Donnarumma, 28 anni: per il bomber 24 reti in campionato
Vincenzo Corbetta 21.04.2019

«Nulla è scontato». Eugenio Corini individua il pericolo maggiore per il Brescia nella fase decisiva di un campionato che sta per diventare straordinario: «Mi infastidisce che qui si dia tutto per facile - le parole dell’allenatore biancazzurro -. Non è vero. Siamo arrivati a giocarci questa possibilità con il lavoro quotidiano, con la capacità sempre più affinata di leggere le partite e con il rispetto delle qualità dell’avversario. È la linea da seguire anche contro la Salernitana, una squadra costruita per fare un altro tipo di campionato». E chiarisce così il concetto: «Vorrei tanto che questa consapevolezza che noi abbiamo di cosa serva per vincere le partite fosse propria anche di chi ci segue: c’è fatica dappertutto - ribadisce Corini -. Abbiamo sempre pensato a una partita alla volta e questa è stata la nostra forza. l’ho sottolineato pure nel post Livorno: è fondamentale. C’è voglia di arrivare a un grande traguardo, ma la strada è ancora lunga». NEL BRESCIA Corini ha sempre creduto, anche prima di prenderlo in mano: «L’ho sempre detto: è una squadra interessante, con margini di crescita. Ed è ben assortita: c’è chi sa cosa significa vincere i campionati, e parlo di Gastaldello, Romagnoli e Donnarumma. E giovani interessanti. Gara dopo gara questo Brescia ha acquisito la mentalità, la forza, il valore per giocarsi questa possibilità». Una premessa per dire che «sappiamo bene cosa ci vuole per arrivare al risultato. In primis leggere la partita, capirla. Non si può pensare di vincere con facilità a Livorno solo perché sei primo. La Serie B a 19 ha alzato la qualità media. Il Livorno in casa aveva fatto 22 punti su 30, ha giocatori di esperienza. Noi siamo stati dentro una partita che, all’inizio, ci ha visti penalizzati nelle ammonizioni: i nostri avversari hanno fatto un terzo di falli più di noi, eppure i più sanzionati sono stati i miei giocatori. Eppure abbiamo creato 5 occasioni contro una, ci abbiamo provato fino al termine». CORINI insiste: «Dobbiamo sempre ricordare da dove arriviamo - dice -. Noi bresciani siamo gente di sacrificio, che lavora e si impegna. E bisogna continuare così». Un capitolo a parte merita la designazione di un direttore di gara di Lecce: «Se non me lo dicevano, non ci avrei pensato - assicura il tecnico -. Pezzuto è un ottimo arbitro. Il resto mi interessa poco». Dunque, nessuna dietrologia. E nemmeno calcoli sui diffidati, Bisoli e Sabelli, da preservare per il big match di domenica 28 a Lecce: «No, non lo farò - conferma Corini -. Verrebbe meno il principio di pensare a una partita alla volta. Schiererò la migliore squadra possibile per battere la Salernitana». Il finale è sulle punte: «A Donnarumma ho raccontato che, quando giocavo a Palermo, Toni si arrabbiava con i giornali che sottolineavano il suo digiuno di 130 minuti, una partita e mezza. Alfredo è sempre stato determinante: se si mette l’accento sul fatto che non segna da 3 gare, significa che finora ha fatto qualcosa di straordinario. Torregrossa deve rendersi conto di quanto è bravo, ancora non lo sa. Per questo non mi accontento di quello che sta facendo e nemmeno lui deve farlo». Come il Brescia «perché nulla è scontato». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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