Cellino pensa
già al futuro:
per la panchina spunta Dionisi

L’ira di Massimo Cellino in tribuna durante la gara contro la Roma: il Brescia è crollato alla distanzaDaniele Dessena in ginocchio davanti a Mancini e ai giocatori della RomaPer il Brescia stagione-no SERVIZIO FOTOLIVE / Filippo Venezia, Simone Venezia, Fabrizio CattinaBirkir Bjarnason in azione contrastato dal centrale difensivo della Roma Gianluca ManciniAlessio Dionisi, quarant’anni: candidato alla panchina del Brescia
L’ira di Massimo Cellino in tribuna durante la gara contro la Roma: il Brescia è crollato alla distanzaDaniele Dessena in ginocchio davanti a Mancini e ai giocatori della RomaPer il Brescia stagione-no SERVIZIO FOTOLIVE / Filippo Venezia, Simone Venezia, Fabrizio CattinaBirkir Bjarnason in azione contrastato dal centrale difensivo della Roma Gianluca ManciniAlessio Dionisi, quarant’anni: candidato alla panchina del Brescia
12.07.2020

Gian Paolo Laffranchi Fabio Pettenò Non è ancora l’ultima spiaggia, aveva detto Diego Lopez prima della sfida poi persa malamente con la Roma. Ma è davvero dura che il Brescia riesca a salvarsi adesso, con 6 partite da disputare e una montagna da scalare. Ed è altrettanto difficile che nel prossimo autunno sia il tecnico uruguaiano a sedere sulla panchina del Brescia. Il presidente Massimo Cellino, ieri presente allo stadio Rigamonti e reduce da un viaggio a Londra, sta pensando al futuro e al primo posto nella lista dei papabili c’è adesso Alessio Dionisi: l’allenatore del Venezia avrebbe la prima importante chance della carriera. Prenderebbe il timone di quella che promette di diventare la corazzata del prossimo campionato di Serie B. UN CONTATTO fra le parti ci sarebbe già stato. Dionisi sarebbe «prenotato» per la prossima stagione, anche perché in caso di miracolosa salvezza Diego Lopez resterebbe al suo posto anche nel campionato venturo. Lopez ha altri due anni di contratto, ma la valutazione sul suo conto non può prescindere dai risultati. Sarebbe ingeneroso gettare la croce addosso a un allenatore che ha fatto meglio di Fabio Grosso, il precedente tecnico subentrato a Eugenio Corini che di fatto rimane il migliore sul piano del rendimento (la sua media era da corsa-salvezza). Ma è altrettanto complicato avviare una risalita sulle disastrose premesse di questo finale di campionato. Lopez le sta provando tutte, anche cambiando modulo. Ma la squadra ha poco gioco e contro la Roma ha mostrato anche poca anima. Inaccettabile, considerata la situazione disperata. Si può perdere, ma lottando. Il Brescia che teneva testa alle big a San Siro con l’Inter si è sciolto come neve al sole e ieri ha lasciato passeggiare la Roma. ALESSIO Dionisi ha compiuto quarant’anni il primo aprile (stesso giorno di Arrigo Sacchi). Ex difensore centrale, ha fatto tanta gavetta da giocatore: dopo essere cresciuto nel Siena ha militato soprattutto nel Voghera, poi nel Varese, nel Tritium, nell’Ivrea, nella Sambonifacese, nel Verbania e nell’Olginatese. Proprio dall’Olginatese è partita la sua carriera da allenatore, in Serie D. Esonerato quasi subito (dopo 7 giornate, nel 2014-15), fa decisamente meglio con il Borgosesia e con il Fiorenzuola. Viene scelto nel 2018-19 dall’Imolese e compie il suo exploit: la conduce ai play-off di Serie C per la prima volta nella sua storia. Così conquista le attenzioni del Venezia e la prima chance in Serie B, che sta onorando con un campionato di sofferenza, ma sopra la linea di galleggiamento. Ha pareggiato 1-1 a Benevento, ha 6 squadre alle sue spalle. Di questo passo arriverà alla salvezza. Dionisi predilige il 4-3-1-2 e pratica un gioco propositivo. Per lui l’ascesa può continuare con l’occasione della svolta. La panchina del Brescia. Una ripartenza per due: l’allenatore giovane che ha la chance di dimostrare di meritare il calcio che conta, la società che dopo essere caduta vuole ritentare subito la scalata. Un’immediata risalita: l’obiettivo del Brescia di Massimo Cellino, che in B vuole rimanerci il meno possibile. • © RIPRODUZIONE RISERVATA