Cagliari-Brescia:
Cellino cerca il
tesoro sulla sua isola

Cellino con Gian Piero Ventura nel 1998 prima di un Venezia-Cagliari
Cellino con Gian Piero Ventura nel 1998 prima di un Venezia-Cagliari
Sergio Zanca23.08.2019

Massimo Cellino parte per la Sardegna con l’animo in tumulto: emozionato e concentrato per la prima gara da avversario sull’isola, alla guida del Brescia. Col Cagliari Cellino ha disputato 17 campionati di A (con un sesto, due noni e tre decimi posti come migliori piazzamenti, due le retrocessioni) e 5 di B (con due promozioni). Nel ’92 aveva acquistato la società dai fratelli Orrù, spendendo 16 miliardi di vecchie lire e diventando a nemmeno 36 anni il più giovane presidente del calcio professionistico. Nel 2014 ha ceduto il pacchetto azionario alla società Fluorsid, rappresentata dall'imprenditore Tommaso Giulini, e acquistato il Leeds, in Championship, corrispondente alla nostra Serie B.


BEN 27 gli allenatori avuti a Cagliari, per un totale di 36 cambi. Ha preso Giovanni Trapattoni, ha scoperto sia Oscar Tabarez che Massimiliano Allegri. Ne ha cacciati tanti, e spesso li ha richiamati. Neanche il tempo di incontrarlo e ha subito esonerato Luigi Radice. Nedo Sonetti è stato liquidato al termine della coppa Italia. Attilio Tesser è durato una giornata di campionato, idem il suo sostituto, Daniele Arrigoni. A due, Davide Ballardini e Sonetti, ha fatto pure causa. Giampiero Ventura, poi diventato commissario tecnico della Nazionale, ha invece resistito quattro anni. Marco Giampaolo, richiamato in panchina alla fine del 2007 per sostituire Sonetti, dimessosi dopo la terza esperienza sull’isola, gli ha detto di no, pur avendo in mano ancora un anno e mezzo di contratto, «perché l’orgoglio e la dignità non hanno prezzo». «Carletto Mazzone è il tecnico che mi ha insegnato di più. Ho dovuto imparare in fretta, altrimenti mi avrebbe menato. Con lui siamo subito entrati in coppa Uefa», rammenta Cellino. E ancora: «Gli allenatori sono come le angurie. Finchè non le apri, non puoi sapere cosa c’è dentro. Al contrario cambio pochissimo i giocatori, perché contano di più, e sono la parte migliore del nostro mondo».


PER QUANTO riguarda i calciatori, ne ha pescati di sconosciuti in Africa (David Nyathi, Eric Tinkler, Jason Mayélé del Congo, Mohamed Kallon in Sierra Leone, Patrick Mboma in Camerun), America (Julio César Dely Valdés di Panama, David Suazo, Edgar Álvarez dell’Honduras, Víctor Ibarbo della Colombia, Mauricio Pinilla del Cile).


NUMEROSI quelli ancora nel cuore dei tifosi, a cominciare da Gianfranco Matteoli (dal ’90 al ’94), regista, ed Enzo Francescoli (’90-93), vertice alto di un rombo interpretato a pendolo, con posizioni variabili. Il primo, reduce dallo scudetto con l’Inter, soprannominato «El Principe», l’altro «El Flaco». Eppoi Fabian O’Neill, dal ’95 al 2000, «il Mago», dotato di tecnica sopraffina, capace però di combinare un sacco di pasticci nella vita privata: grandi bevute nelle osterie (teneva una bottiglia persino nell’armadietto degli spogliatoi, cui s’attaccava nell’intervallo delle partite), notti brave, partite vendute («a fin di bene - assicurava -, quando il risultato faceva comodo a entrambe le squadre»).


E CHE DIRE di Gianfranco Zola? Definito dagli inglesi Magic Box, nominato Membro dell'Ordine dell'Impero Britannico dalla regina Elisabetta, nel 2003 ha lasciato il Chelsea per ritornare al Cagliari e trascinarlo dalla B alla A. Nel suo ultimo incontro ufficiale, contro la Juventus, il 29 maggio 2005, ha segnato una doppietta. Al termine della stagione è stato premiato con il Pallone d’argento come giocatore più corretto del campionato. Poi Daniele Conti e Andrea Cossu, inseriti dai sostenitori nell’ideale Hall of Fame rossoblù accanto ai vincitori dello scudetto. Tra i giocatori di Cellino ricordiamo anche Roberto Muzzi (’94-99), Luis Olivera (’92-96, ’99-2000), Mauro Esposito (2001-07), Vittorio Pusceddu (’92-96), Alessandro Matri (dall’estate 2007 al gennaio 2011, quando è passato alla Juventus), Radja Nainggolan (2010-14), scoperto a Piacenza dal direttore sportivo Francesco Marroccu. Negli anni 2000 sono finiti in Nazionale Esposito, Antonio Langella, Pasquale Foggia, Davide Biondini, Andrea Lazzari, il portiere Federico Marchetti, Cossu, Davide Astori, Marco Sau, Luca Rossettini e Michael Agazzi. Tralasciando gli stranieri. A Cagliari Cellino ha vissuto parecchi momenti neri, a cominciare dai tre mesi in carcere per la vicenda dello stadio costruito a Quartu Sant’Elena, in una zona sottoposta a vincoli. Il processo è ancora in corso (in ottobre interverranno il Pubblico ministero Enrico Lussu e gli avvocati). Il 21 marzo, davanti ai giudici, Cellino ha detto che, col senno di poi, sarebbe stato meglio portare in charter i tifosi al «Nereo Rocco» di Trieste, lo stadio messogli a disposizione.


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