Brescia, un’estate
senza casa, in Coppa
giocherà a Perugia

Sandro Tonali, 19 anni, nella gara di campionato a Perugia del 22 gennaio: il Brescia vinse per 2-0
Sandro Tonali, 19 anni, nella gara di campionato a Perugia del 22 gennaio: il Brescia vinse per 2-0
Vincenzo Corbetta13.08.2019

Tre trasferte una dietro l’altra, tanto per gradire. Manca solo l’ufficialità della Lega di Serie A, ma il Brescia con tutta probabilità sarà costretto a giocare in trasferta il debutto ufficiale del 2019-2020, la stagione che segna il tanto sospirato ritorno in Serie A dopo 8 anni di purgatorio cadetto, spesso molto vicino all’inferno. La gara contro il Perugia, valida per il 3° turno di Coppa Italia, si giocherà a campi invertiti: domenica probabilmente alle 20,30 allo stadio «Curi» nel capoluogo umbro e non al «Martelli» di Mantova, individuato dalla società come teatro della partita.


IL «RIGAMONTI», è risaputo, è interessato dai lavori che dovranno essere ultimati entro il 15 settembre, giorno della prima gara interna contro il Bologna. E il 25 arrivano la Juventus e Cristiano Ronaldo. In Serie A il debutto sarà a Cagliari domenica 25, la seconda giornata sabato 31 a San Siro contro il Milan. Tornando alla Coppa Italia, c’è un problema in più: la gara d’esordio fa parte del «pacchetto abbonamento» e sarebbe quindi compresa nelle 20 (19 di campionato + una di Coppa Italia) acquistate dai sostenitori che hanno sottoscritto la tessera stagionale. Cosa farà ora il Brescia? Se a Perugia arriveranno la vittoria e il passaggio del turno, poco male: gli abbonati potranno usufruire del «pacchetto» per la gara del 4° turno, prevista per il 4 dicembre contro la vincente della sfida tra il Sassuolo di Roberto De Zerbi e lo Spezia. Se così non fosse, si studieranno altre forme di risarcimento. E intanto lunedì 19, come annunciato dalla società, riaprirà la campagna abbonamenti con l’obiettivo di arrivare a quota 10mila. Ai sostenitori resta un grande amaro in bocca. La soluzione Mantova era accettabile per la distanza (un’ora di auto). Così, invece, si toglie a molti la possibilità di vedere dal vivo la squadra che si appresta a tornare tra le grandi. E viene anche un pizzico di rabbia nel constatare che, ancora una volta, la squadra di calcio della città è stata fortemente penalizzata.


I LAVORI a Mompiano sono iniziati solo alla fine di giugno, ma che il Brescia potesse giocare in Serie A lo si era capito già a marzo. Invece si è iniziato ad agire solo a campionato finito, in maggio, perdendo settimane preziose. I lavori stanno procedendo, con il termine fissato a metà settembre. Oggi alle 17,30, quando la squadra riprenderà la preparazione a Torbole Casaglia, si saprà con certezza. E si potrà pianificare la settimane come si deve. Le alternative possibili al «Martelli» di Mantova erano il«Brianteo» di Monza (per gli ottimi rapporti del presidente Massimo Cellino con Silvio Berlusconi e Adriano Galliani) e il «Manuzzi» di Cesena, che però il 17 ospiterà l’amichevole contro il Milan. Così, dopo i ritiri a Darfo e in Austria, il Brescia dovrà viaggiare spesso in questo inizio di campionato. Cagliari e Milano sponda rossonera si sapeva. Perugia no, ma a Brescia va così.


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