Brescia, suona l’allarme Sabelli è rosso di rabbia

Jaromir Zmrhal a tu per tu con il portiere del Lecco BertinatoErnesto Torregrossa contrastato da un difensore del Lecco SERVIZIO FOTOLIVE / Fabrizio Cattina
Jaromir Zmrhal a tu per tu con il portiere del Lecco BertinatoErnesto Torregrossa contrastato da un difensore del Lecco SERVIZIO FOTOLIVE / Fabrizio Cattina
Alberto Armanini20.09.2020

Perdere un’amichevole ci sta, fa parte del gioco. Perdere la testa no. A una settimana dal debutto in campionato con l’Ascoli il campanello d’allarme che squilla in casa Brescia è assordante. Stefano Sabelli, appena ammonito per un’entrataccia su Celjak e prontamente sostituito da Gigi Delneri, dopo avere gettato a terra la maglia si fa strada verso la panchina del Lecco, punta Gaetano D’Agostino, con cui durante la gara ha avuto più di uno scambio colorito, e prova a «farsi giustizia» da solo. Assistente e arbitro sono lì, la scena non può passare inosservata. Il cartellino è immediato: rosso. Diretto. SIGNIFICA che Sabelli salterà quasi certamente l’Ascoli ma anche che la punizione potrebbe essere doppia. Una sciagura per qualsiasi squadra costretta a rinunciare a un suo giocatore chiave, figurarsi per il Brescia che sta facendo il possibile per tenersi stretto il suo terzino destro. La fotografia della situazione non è certo incoraggiante. È Gigi Delneri a suggerire la chiave di lettura più realistica: «Forse le notizie di mercato condizionano». Vero. Sabelli, già pizzicato nel corso degli allenamenti a parlottare con i compagni, mostra nervosismo per tutta la gara. Che sia la prospettiva della A, l’immobilismo della società, l’impossibilità di un confronto diretto con il presidente o altro fa lo stesso. Il cartellino rosso è la prima conseguenza tangibile di un’atmosfera che non combacia con i propositi di conquista del campionato né con l’armonia di gruppo chiesta da Delneri nella conferenza stampa di presentazione. L’amichevole dovrebbe essere l’occasione per tirare le somme a 7 giorni dal campionato e, udite udite, per ritrovare in partita la coppia Torregrossa-Donnarumma. Ma i 2 attaccanti, che a onor del vero fin qui hanno nelle gambe molto meno lavoro dei compagni, ancora non si trovano. Faticano a dialogare e sfondare nell’area del Lecco. Già, il Lecco. Una squadra battuta dalla Feralpisalò (2-1) e dal Monza (2-1) negli ultimi 10 giorni, che a Torbole fa un figurone. A tratti domina. Il suo 3-4-1-2 permette di avere superiorità numerica nella zona calda del campo per tutto il primo tempo. Perché è il Lecco e non il Brescia a fare la partita. Gli unici tentativi degni di questo nome sono un paio di cross dalla trequarti di Sabelli (ben indirizzati) e uno di Ghezzi che non trovano nessuno in area. L’unico tiro verso la porta è di Zmrhal a tempo scaduto. NEL 4-4-2 di Delneri, ancora privo dei nuovi arrivati, non ci sono giocatori che spiccano. Dessena e Bjarnason sono mediani puri che non tengono palla né dettano i tempi. Gli esterni, che il fondo lo vedono poco, faticano a creare la superiorità numerica, sempre chiusi dai quinti del Lecco. Poco meglio nella ripresa, ma sempre al netto della girandola dei cambi e dei molti giovani inseriti dai lariani. Vero che il gol arriva su punizione e non su azione, però tutto il canovaccio della gara non trasmette questa grande fiducia. Sabato il Brescia dovrà essere altro. Se contro una squadra di C «già in partita», per dirla alla Delneri, la testa è saltata e il risultato è stato negativo, bisogna alzare la guardia per il debutto in B. Fra una settimana i punti peseranno e il Brescia non può partire a rilento. • © RIPRODUZIONE RISERVATA