Brescia si gode
Balo-gol e Tremolada
fa il regista

Mario Balotelli: sempre più nel vivo del gioco del Brescia SERVIZIO AGENZIA FOTOLIVE/Fabrizio Cattina, Marco Zurru
Mario Balotelli: sempre più nel vivo del gioco del Brescia SERVIZIO AGENZIA FOTOLIVE/Fabrizio Cattina, Marco Zurru
Alberto Armanini10.10.2019

Certo, ci sono gli undici gol e la tripletta di Balotelli, ma la novità più fantasiosa da casa Corini (in tutti i sensi!) è Tremolada in versione playmaker. Di base è la solita vecchia storia della necessità e della virtù quando la copertina è corta e la posta in palio è meno di zero, ma chissà che non possa servire anche in casi di estrema necessità durante il campionato. Senza Tonali, che sta completando il suo cursus honorum in quante più nazionali possibile, Corini ha voluto testare la fragranza del suo mancino più estroverso. Il concetto è quello spesso applicato alla carriera di molti giocatori di grande talento ma scarsamente dotati di spunto e rapidità oltre che prossimi ai 30: arretrare il raggio d’azione per recuperare tutta quella qualità nella fase d’impostazione. Eccoti servito allora il Tremolada-play. Che non è niente male. Chiaro, l’avversario è una squadra di Prima categoria e non si possono trarre chissà quali indicazioni, però il fatto resta. Il mago mancino del Brescia cerca la palla, detta i tempi e innesca i compagni. Segna pure - anche se dal dischetto - e tutto sommato dimostra di poter reggere il ruolo. Buono per il futuro.


IL CONTESTO. Dopo nove giorni di soli allenamenti, il Brescia aveva bisogno di rimettersi in moto su 108 metri di campo, con intensità e distanze da partita vera. La Bagnolese si è prestata come sparring partner buono per un risveglio muscolare che dovrà essere aggiornato sabato pomeriggio in quel di Orzinuovi. In occasioni come questa parlare di gol, di giocate e di movimenti è sempre un esercizio fine a se stesso, lascia il tempo che trova. Tenendo conto pure degli assenti: oltre ai nazionali Tonali, Chancellor, Joronen e Zmrhal, gli indisponibili Torregrossa, Ndoj, Magnani e Viviani. La sequenza dei marcatori ha un fine puramente didascalico. Serve giusto a rimarcare come Morosini l’abbia infilata 2 volte (su almeno 5 tentativi) e si sia per l’ennesima volta riproposto come alternativa ai titolari in attesa di un momento di gloria in campionato. Ayé, che pure è andato in rete su invito di Bisoli, ha colpito un palo e una traversa, a riprova del macchinoso ambientamento che gli sta toccando da quando è sbarcato dalla Francia. Il resto a Bagnolo Mella lo hanno fatto Matri, Sabelli, Spalek, Donnarumma e, naturalmente, Balotelli.


MARIO era il più atteso ed è stato il più acclamato. Ma poteva essere diversamente? È sempre più il simbolo di un Brescia che viaggia al ritmo del suo respiro e pure di un tifo che pende dalle sue labbra. Pardon, dai suoi piedi. Il suo modus operandi, così come quello di tutti i compagni, è quello già visto durante i primi sprazzi di campionato. È sempre quel Brescia e quel Mario, alla ricerca costante di certezze e mattoncini tecnici, tattici e motivazionali da mettere uno sull’altro per le prossime sfide. Di testa, di piattone e al volo, Balo ha messo in mostra tutta l’argenteria. Difficile valutarne la condizione atletica visto che ha giocato gli ultimi 30 minuti di una gara contro una squadra di Prima categoria. Resta solo la buona, buonissima impressione di un giocatore che è sempre più padrone della scena e pare essersi inserito nel contesto, seppur con tempi e modi dettati dall’arrivo tardivo e dalla lunga squalifica, nella maniera migliore possibile. Prossima tappa, per Balotelli e non solo, sabato nella Bassa: nuova amichevole in mancanza di impegni di campionato, a Orzinuovi, con il Vojvodina.


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